Un’operazione ad alto rischio ha portato alla scoperta una bomba ad alto rischio esplosione e una grande quantità di droga nascosti in un box a Fidene, nel quadrante nord di Roma. Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina, in via Franco Enriquez, a pochi passi dal commissariato di zona. L’allarme è scattato quando gli agenti della Squadra Mobile, durante un’ispezione, hanno aperto la saracinesca del garage, trovandosi di fronte a una scena scioccante.
Una bomba con due chili di tritolo, un telecomando per l’attivazione a distanza e una maxi scorta di droga: un’operazione ad alto rischio a Fidene sventata in extremis
Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli artificieri e i vigili del Fuoco, che hanno collaborato con la polizia per mettere in sicurezza l’area. Dopo aver delimitato la zona, gli esperti hanno disinnescato un ordigno di circa due chili, che, secondo i primi accertamenti, potrebbe contenere tritolo o polvere pirica. Il materiale è stato sequestrato e affidato alla Polizia Scientifica per eseguire ulteriori analisi tecniche.
Accanto all’ordigno, è stato trovato un telecomando con batterie, che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto essere utilizzato per attivare l’esplosivo anche a distanza, grazie anche a una miccia pirotecnica. Le perizie sull’apparecchio sono in corso per determinare il suo funzionamento e il potenziale impiego.
La droga nel trolley
Ma non è tutto. All’interno dello stesso box, gli agenti hanno rinvenuto un trolley contenente 16,5 chilogrammi di hashish e marijuana, pronte per essere immesse nel mercato illecito. Anche su queste sostanze sono in corso gli accertamenti per risalire alla provenienza e all’obiettivo del traffico.
Le indagini: una pista che si allarga
Gli investigatori della Squadra Mobile erano giunti al covo di via Franco Enriquez seguendo la pista della droga. Il box, infatti, sarebbe riconducibile a un sospettato già sotto indagine, ma le indagini sono ancora in corso per fare luce su tutta la vicenda. La scoperta di un ordigno esplosivo, tuttavia, ha aggiunto una nuova e inquietante dimensione all’inchiesta, che si inserisce in un contesto di crescente violenza legata alla guerra tra le piazze di spaccio che negli ultimi mesi sta infiammando la Capitale.
Le indagini si concentrano ora sull’obiettivo dell’ordigno: gli investigatori stanno cercando di capire se l’esplosivo fosse destinato a un’attentato mirato, e se collegato alle faide tra bande rivali impegnate nel traffico di droga.
Precedenti: un’escalation di violenza
Il ritrovamento di ieri si inserisce in un quadro più ampio di violenza e intimidazione legata al narcotraffico nella Capitale. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati registrati numerosi episodi di violenza tra le bande di spacciatori, tra cui esplosioni di bombe carta in vari quartieri. A Primavalle, ad esempio, sono esplose due bombe carta in case popolari di via Sfondrati, mentre sul litorale romano, a Ostia, sono avvenuti altri attacchi simili, come quello che ha distrutto l’ingresso della palestra di via delle Azzorre e altre esplosioni in via della Tortuga e via Vega.

















