Dopo le denunce, è scattata l’escalation di minacce, danni e atti intimidatori sulle auto e nel nuovo locale Nonnarè, aperto dalla famiglia di ristoratori con mille sacrifici
È così che, questa mattina, nello storico quartiere è riesplosa una vicenda che da quasi due anni sta trasformando la vita di una giovane famiglia di ristoratori, in un incubo fatto di aggressioni, minacce e ritorsioni.
L’uomo protagonista dell’irruzione è uno dei due ex soci contro cui nel 2023 era stata avviata prima un’azione civile e poi una denuncia penale per ammanchi societari: una storia pesante, che oggi è tornata a manifestarsi in forma di pura violenza.
L’irruzione nel locale
Erano le 11,00 di oggi quando uno degli ex soci ha fatto irruzione nel nuovo ristorante della famiglia, riavviato, dopo aver chiuso – in modo traumatico – la precedente esperienza societaria.
Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalle vittime, l’uomo, visibilmente in stato d’agitazione, ha iniziato ad aggredire verbalmente il titolare 34enne, urlandogli contro accuse e insulti. Poi ha scaraventato la foto del bambino dei ristoratori, scaraventandola a terra: il tutto mentre il fratello più grande faceva la ronda all’esterno con la macchina con aria 8minacciosa. Il blitz dei due ha fatto gelare il sangue alla moglie del titolare.
È stata proprio lei a tentare di frapporsi tra l’aggressore e il marito, per poi chiamare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. All’arrivo della Polizia, la coppia ha raccontato tutto, aggiungendo questo episodio alla lunga scia di minacce e intimidazioni che ormai da mesi segnano la loro vita.

La vicenda societaria, il ristorante nel 2023, gli ammanchi e l’inizio dell’incubo
Il punto di inizio di questo conflitto risale al 2023, quando la famiglia aveva aperto un ristorante insieme ai due soci, uno dei quali nominato amministratore unico della società.
Per mesi tutto sembrava procedere normalmente, finché un giorno il titolare si è accorto che sul conto societario mancavano somme ingenti: un ammanco stimato addirittura per 100mila euro, soldi sottratti senza alcuna giustificazione.
Da lì la decisione di avviare un’azione civile per ricostruire il flusso di denaro e chiedere chiarezza. Ma quella causa non è mai arrivata a conclusione: l’amministratore unico ha dichiarato il fallimento del locale, facendo decadere il procedimento.
La coppia, però, non si è fermata. Per arrivare fino in fondo alla verità sui fondi spariti, ha presentato una denuncia penale. Ed è stato da quel momento che la situazione è precipitata.
Minacce, vandalismi e una lunga scia di ritorsioni
Dopo la denuncia, secondo quanto riferito dalla famiglia, sono iniziate le vere ritorsioni: minacce ripetute, danneggiamenti, intimidazioni più o meno velate. Episodi che hanno costretto la coppia a cambiare abitudini, a rafforzare la sicurezza e a convivere con una crescente sensazione di pericolo.
Nonostante tutto, marito e moglie avevano deciso di ripartire mettendo insieme i cocci, per costruirsi una nuova vita professionale. Hanno aperto un secondo ristorante, completamente da soli, senza soci. Ma il passato – con i suoi conti irrisolti – li ha raggiunti anche lì, proprio come è successo questa mattina con l’ennesima aggressione.
L’appello della ristoratrice: “Abbiamo paura. Vogliamo solo lavorare e proteggere nostro figlio”
Sconvolta dall’irruzione e dal gesto violento contro la foto del figlio, la ristoratrice ha rilasciato dichiarazioni dure e commoventi: “Siamo esausti, non ce la facciamo più. Vogliamo solo lavorare in pace mentre la giustizia fa il suo corso. Abbiamo paura per la nostra sicurezza e per quella di nostro figlio. Non è più possibile vivere così”
L’avvocato della famiglia presenterà nelle prossime ore una richiesta formale di misura cautelare restrittiva nei confronti degli aggressori, per tutelare marito, moglie e il loro bambino.


















