Il suggestivo borgo di Saracinesco, porta della Valle dell’Aniene a pochi chilometri da Tivoli, si prepara ad accogliere un evento capace di far rivivere atmosfere antiche e incantate. Domenica 7 dicembre, dalle 18:00, torna la “Notte delle Lanterne”, giunta alla sua seconda edizione, pronta a trasformare le vie del paese in un percorso luminoso e poetico.
Saracinesco, il borgo sospeso tra storia e cielo, si prepara alla Notte delle Lanterne
Il sentiero che conduce al punto panoramico più alto del borgo sarà rischiarato soltanto dalla calda luce di centinaia di lanterne, creando un itinerario immersivo e carico di suggestione.
Un borgo in festa: musica, cibo, artigianato e spettacoli

I vicoli di Saracinesco si animeranno con street food, artigianato locale, musica folkloristica, una suggestiva “nevicata a corte”, presepi nascosti da scoprire, oltre a spettacoli di mangiafuoco, babbo natale, elfi e gonfiabili per i più piccoli.
Alle 17:00, nella chiesa di San Michele Arcangelo, si terrà un concerto natalizio che aprirà ufficialmente la giornata di festa.
Street food: dove e cosa mangiare
Piazza Roma
- La Cucina – Polenta con broccoli o sugo di cinghiale
- Sor Fritto – Fritti misti
- La Piada – Piadina friarielli e salsiccia
- Er Zucchero – Dolci e vin brûlé
Via Principe di Piemonte
- Dolci in Gonnella – Tiramisù, muffin al cioccolato, crostata alla crema, cornetti alla Nutella
- Don Bruno – Panino con pollo alla cacciatora
- Quinto IV – Panino con trippa o coratello
Piazza San Michele
- Na Foietta – Vino rosso
- Er Polpetta – Panino con polpette al sugo
Informazioni utili
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Saracinesco e dall’associazione Corte Saracena, con il patrocinio del Comune di Saracinesco.
Il borgo si trova a circa 50 km da Roma, raggiungibile tramite l’uscita Vicovaro-Mandela dell’A24.
Saracinesco è quasi interamente pedonale: la Protezione Civile sarà presente per indicare le aree di parcheggio.
Un borgo speciale, tra storia e leggende
Con poco più di 160 abitanti, Saracinesco è uno dei comuni meno popolosi del Lazio, abbarbicato a 900 metri di altitudine. Il nome affonda le sue radici in un passato leggendario: si dice che furono i saraceni, o più probabilmente profughi provenienti dall’Anatolia, a stabilirsi qui prima dell’anno Mille. Sebbene considerati predoni, non sarebbero stati “infedeli” in senso religioso – lo dimostrerebbe il profondo culto per San Michele Arcangelo, difensore della tradizione cristiana.
Nel punto più alto del borgo resistono i resti di una fortezza dell’XI secolo, e da ogni angolo si aprono scorci straordinari sulla Valle dell’Aniene e sui Monti Ruffi.
















