La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative che dovranno rinnovare il Governo di Roma Capitale è iniziata. E, si sa, in questa fase, da sempre, chi amministra cerca di mettere in luce gli atti di buona gestione. Ma che ci si voglia appropriare di meriti che derivano invece da un insuccesso, da ritardi colpevoli, da assenze ingiustificate, non è campagna elettorale bensì bieca propaganda.
In un’assemblea pubblica sulle opere accessorie della stazione Acilia Sud, il sindaco di Roma e i suoi assessori nascondono ritardi e loro inadempienze facendo propaganda sulla pelle dei pendolari Matromare
Il caso di specie è tutto ciò che ruota intorno alla stazione Metromare di Acilia Sud e alle sue fondamentali opere accessorie: il cavalcavia che la collega a Dragona e il parcheggio di scambio. Su quei temi l’altro giorno è andata in scena una commedia pietosa che ha avuto come protagonisti il sindaco Roberto Gualtieri e il suo codazzo di amministratori di competenza, l’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, quello ai Trasporti Eugenio Patanè e il presidente della commissione consiliare Mobilità Giovanni Zannola.
L’occasione è stata data dall’assemblea organizzata dal Centro anziani di via Bonichi. Si doveva fare il punto sulle tempistiche legate alla realizzazione del parcheggio di scambio della stazione Acilia Sud e del cavalcavia che la unisce a tutto il fronte di quartieri che affaccia su via dei Romagnoli ovvero Dragona, Bagnoletto, Dragoncello e San Francesco.
Opere da realizzare dopo 20 anni d’attesa
La stazione Metromare di Acilia Sud è in funzione dall’11 agosto scorso dopo ben 20 anni di attesa. Venti lunghissimi anni da quando La Regione Lazio finanziò il cantiere affidando al Comune di Roma il compito di realizzare l’opera. Due decenni di attesa nei quali è successo di tutto, persino che (sotto la Giunta Raggi) l’Atac dirottasse i fondi necessari alla costruzione della stazione nell’acquisto di gasolio necessario a far camminare gli autobus di Roma.
Le gravi inadempienze del Campidoglio
Il Campidoglio in questi venti anni ha accumulato gravissime responsabilità e non solo relative alle lungaggini nella costruzione della stazione, della quale è stato stazione appaltante. Dal 2005 a oggi si sono succeduti sullo scranno più alto dell’aula di Giulio Cesare tre anni Walter Veltroni (centrosinistra), cinque Gianni Alemanno (centrodestra), due Ignazio Marino (centrosinistra), due di commissariamento, cinque Virginia Raggi (M5S) e quattro Gualtieri (centrosinistra). Ebbene, in tutto questo tempo, nonostante la stazione fosse stata programmata e appaltata, in Campidoglio non si è stati capaci di finanziare e progettare accuratamente nei tempi giusti cavalcavia e parcheggio?
Un cavalcavia che si farà solo grazie alla Regione Lazio
Ci si è accorti che mancava il cavalcavia solo a stazione quasi terminata. Gualtieri e i suoi assessori hanno dovuto pietire alla Regione Lazio (maggioranza di centrodestra) che si occupasse lei della costruzione del cavalcavia (attraverso Astral). Il contratto per la costruzione del sovrappasso pedonale è stato firmato a metà settembre scorso per una spesa di 1,4 milioni di euro.

Il sindaco all’assemblea di Acilia, riguardo alla questione, si è mostrato entusiasta nell’annunciare che “i lavori per il cavalcavia inizieranno a gennaio prossimo”. Poiché il contratto con l’impresa appaltatrice prevede 288 giorni lavorativi per la costruzione del sovrappasso, significa che i pendolari di Dragona, Bagnoletto, Dragoncello e San Francesco dovranno aspettare almeno fino al gennaio 2027 prima di poter iniziare a utilizzare la stazione Acilia Sud. Forse l’entusiasmo di Gualtieri, che ha nel X Municipio il più basso consenso di tutta Roma nei sondaggi, è legato al fatto che farà in tempo a rivendere il cavalcavia di Acilia Sud come suo merito in tempo per il rush elettorale finale?
L’ignobile tira e molla sul parcheggio
A stazione ampiamente avviata, il Campidoglio si è posto il problema del parcheggio di scambio ed è a quel punto che è iniziato un ignobile tira e molla con ambientalisti e pendolari. Le associazioni di tutela ambientale contestano al Campidoglio di voler abbattere un centinaio di alberi per far posto all’area di sosta (circa 320 posti auto). I pendolari nell’ultimo incontro con l’assessora le hanno contestato di prendere in giro la comunità sul progetto del parcheggio di scambio.
L’assessora Segnalini, da parte sua, nell’assemblea al Centro anziani ha fatto la contabile sul numero di alberi che saranno abbattuti (31), verranno “traslocati” (21, con alto rischio di moria) e sulla piantumatura di nuove essenze (290) in un parco vicino (via Lilloni). Ora, a parte i dubbi sull’attecchimento degli alberi traslocati e su quelli di nuova messa a dimora (visto come viene gestito il piano di riforestazione in tutta Roma con essenze morte per mancata manutenzione), il Campidoglio continua a chiudere gli occhi sulla proposta più razionale che sia stata mai fatta: l’uso come parcheggio del campo nomadi abusivo antistante l’officina dell’Atac, ai piedi del viadotto Zelia Nuttal.

Una domanda nei pendolari e nei fruitori della Metromare sorge senza risposta: secondo quale logica per la realizzazione del parcheggio di scambio si preferiscono sacrificare alberi e verde pubblico piuttosto che rimuovere la discarica dal campo nomadi abusivo distante appena un centinaio di metri dalla stazione di Acilia Sud?


















