Un’altra notte di violenza ha travolto la zona del Colosseo, dove un gruppo di studenti fuori sede è stato preso di mira da una banda, che ormai da settimane semina paura tra i giovani.
Banda presidia il Colosseo e torna a colpire: studenti circondati, bottiglie rotte per intimidire e un giovane preso a pugni. La testimonianza virale ricorda il recente accoltellamento
L’episodio è avvenuto durante l’ultimo weekend di novembre, intorno all’1 di notte, mentre quattro ragazzi – due ragazzi e due ragazze – stavano rientrando verso casa dopo una passeggiata terminata con alcuni selfie davanti al celebre monumento.
La situazione è precipitata quando il loro percorso è stato improvvisamente sbarrato da almeno quattro giovani che, secondo la testimonianza della vittima, apparivano agitati e in evidente stato di alterazione alcolica. Il gruppo ha iniziato a spaccare bottiglie per terra, e i cocci hanno raggiunto uno degli studenti, ferendolo.
La dinamica dell’aggressione: minacce e mani infilate in tasca prima di scagliare un colpo violentissimo
In pochi secondi la normalità si è trasformata in un incubo. Uno dei giovani ha bloccato lo studente ferito chiedendogli una sigaretta e subito dopo del denaro, passando poi a frugargli nelle tasche.
Le due ragazze hanno allora iniziato a gridare e a chiedere aiuto, mentre gli aggressori cercavano di intimidire il gruppo per costringerlo a cedere soldi: una violenza esplosa rapidamente e culminata con un gancio sferrato con forza contro lo studente già ferito dai vetri, un colpo talmente violento da fargli perdere conoscenza.
Poi, nel caos, gli aggressori sono riusciti a fuggire, lasciando i giovani sconvolti e sotto shock costretti solo a cercare un posto dopo curare l’amico, denunciare l’accaduto e tornarsene a casa.
L’episodio ha dato il via a nuove ricerche da parte delle forze dell’ordine, che temono non si tratti di un caso isolato.
La testimonianza diventata virale: il racconto sui social
La ricostruzione dell’accaduto è stata resa pubblica grazie a un video diffuso da “Welcome to Favelas”, in cui il giovane fuori sede – originario del Sud – ha raccontato con lucidità e ancora una visibile e giustificata paura, ogni passaggio dell’aggressione da parte della banda. descritta come un gruppo che si avvicina ai ragazzi con scuse banali, offrendo droga o chiedendo soldi.
Proprio quando ricevono un rifiuto però, scatta la parte violenta: minacce, insulti, intimidazioni e ancora una volta violentissime aggressioni fisiche. La testimonianza, rapidamente condivisa, ha riacceso l’attenzione sul problema della microcriminalità concentrata nell’area del Colosseo, meta di turisti e studenti che ci vanno proprio con l’aspettativa di trovare una situazione di sicurezza e presidio costante.
Il precedente: l’accoltellamento del 19enne dopo il rifiuto al pusher
L’episodio si somma a un’aggressione ancora più grave avvenuta pochi giorni prima, quando un 19enne è stato accoltellato al fianco da un giovane che aveva tentato prima di vendergli hashish, per poi tentare di estorcergli dieci euro.
Anche la vittima si trovava con un gruppo di amici nei pressi del Colosseo, quando due giovani li hanno avvicinati con la scusa della vendita di droga. Al rifiuto, uno di loro ha estratto un coltello nascosto nella manica della felpa e ha colpito il ragazzo, fuggendo subito dopo.
La Polizia di Stato, allertata dagli amici in preda al panico, è riuscita a rintracciare l’aggressore poco dopo, trovandogli addosso il coltello a scatto con cui aveva ferito il 19enne. Un capitolo che sembrava chiuso ma che si è riaperto con la nuova aggressione che ha riattivato le ricerche.
















