Era stata ingannata con la promessa di una relazione stabile e costretta, la giovane donna romena che aveva seguito il compagno in Italia convinta di iniziare un futuro insieme. A sua insaputa invece, ad attenderla, non c’era una casa e il progetto di una famiglia, ma la strada della prostituzione costruita dall’uomo, che aveva in mente solo di far crescere il suo business con lo sfruttamento sessuale della malcapitata.
Tratta di esseri umani sgominata a Tor Bella Monaca: il caso della ragazza portata a Roma e destinata al racket dello sfruttamento sessuale
Attratta dal sogno di una nuova vita, la giovane aveva seguito il compagno in Italia convinta di iniziare un futuro insieme, ma una volta giunta nella Capitale, le illusioni si sono infrante
Il cinquantenne, senza mezzi termini si era subito tolto la maschera, imponendole di prostituirsi, e fornendole persino un tariffario e indicazioni sulle zone di stazionamento. Soggiogata e intimorita, la giovane si è finta consenziente, ma aveva cercato fin da subito una via di fuga disperata da quell’orrore.
L’allarme dall’estero
La svolta e la salvezza per la donna, è arrivata grazie a un messaggio inviato dall’Italia all’ex marito della ragazza, residente nel Regno Unito per lavoro. L’uomo, aveva in qualche modo intuito che qualcosa non andava e che la sua ex poteva trovarsi in pericolo, così non ha perso tempo e ha contattato immediatamente le autorità britanniche, che hanno attivato il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, mettendo in moto una rete di collaborazione transnazionale con l’Italia.
La segnalazione presa in carico dalla Questura ha così permesso di individuare la giovane e di ricostruire meticolosamente i suoi spostamenti nella Capitale, dandole un volto per poter tracciare i luoghi di appostamenti che le erano stati imposti e dove era tenuta costantemente in pericolo.
Il salvataggio a Tor Bella Monaca
Sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Roma, dopo ore di appostamenti nella periferia est della città, ad intercettare finalmente la donna nel momento in cui il compagno la spingeva con forza verso l’ingresso di un portone. E’ stato allora che gli agenti sono intervenuti tempestivamente, bloccando immobilizzando l’aguzzino della vittima per impedirgli ulteriori violenze e di darsi alla fuga.
Trasportata negli uffici della Questura, la ragazza ha potuto così raccontare in un ambiente protetto tutta la sua drammatica vicenda, confermando le minacce e il controllo violento esercitato su dei lei dal compagno che aveva finto di amarla.
L’arresto e le accuse
Il cinquantenne sottoposto a fermo di indiziato di delitto convalidati dal GIP, è stato trasferito nel carcere di Rebibbia e ora dovrà rispondere dei gravi indizi di violenza di genere, tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, induzione e favoreggiamento della prostituzione.
















