“Lista degli stupri” al liceo Giulio Cesare: la Digos convoca la preside, l’indagine continua

La "lista degli stupri" continua a far rumore, la lettera dei genitori. Il caso alla Digos

Il liceo Giulio Cesare

La “Lista degli stupri” scritta sui muri di un bagno scolastico al Giulio Cesare continua a tenere banco dentro e fuori dal liceo. L’atto, forse riconducibile a uno studente di 14 anni spinto da altri, è finito al centro di un accertamento condotta dalla Digos e dalla Squadra Mobile della Capitale. La preside dell’istituto, Paola Senesi, è stata convocata per chiarire eventuali collegamenti con le recenti elezioni studentesche.

La “lista degli stupri” continua a far rumore, la lettera dei genitori. Il caso alla Digos

Il ritrovamento della lista degli stupri, insomma, continua a far rumore. In risposta, i genitori dei ragazzi coinvolti hanno scritto una lettera, letta in tutte le classi nella mattinata di oggi, primo dicembre, in cui condannano fermamente l’accaduto e il messaggio violento che trasmette.

Avete scritto ‘Lista stupri’ e sotto nove nomi, otto delle quali ragazze. Non lo avete fatto per caso, lo avete fatto per attaccare le loro idee. Non avevate argomenti, e quindi avete risposto con la violenza“, recita la lettera. I genitori evidenziano che il gesto non solo denota una grave forma di intimidazione, ma anche una paura nei confronti di giovani che hanno il coraggio di esprimere idee e sfidare lo status quo”.

In modo provocatorio, la lettera invita gli autori di quella scritta a “uscire allo scoperto e a prendere responsabilità per le loro azioni. “La violenza non spegne le voci, le amplifica”, concludono i genitori, lanciando un messaggio chiaro contro l’intolleranza e la violenza di genere.

Gli studenti: “Non basta salvare la facciata”

Anche gli studenti hanno preso posizione, chiedendo una risposta concreta e non solo una protezione dell’immagine della scuola. I rappresentanti di istituto hanno scritto una lettera contestando la gestione del caso. “Molti di noi percepiscono che, di fronte a questi problemi, la priorità sia stata quella di proteggere l’immagine dell’istituto, piuttosto che affrontare le difficoltà in modo trasparente“, hanno scritto.

Gli studenti ribadiscono di non essere contro una singola persona, ma chiedono che la scuola affronti il problema con serietà. “Una scuola è credibile quando sa riconoscere, ascoltare e intervenire“, scrivono. Inoltre, propongono la creazione di gruppi di lavoro con studenti, docenti e personale scolastico, al fine di sviluppare strategie di prevenzione e sostegno.

La risposta della dirigente: “Una reazione all’incisività delle iniziative”

In una lettera pubblicata sul sito della scuola, la preside Paola Senesi ha risposto alle accuse, ribadendo l’impegno della scuola contro ogni forma di violenza e per la promozione del rispetto tra i sessi. La dirigente scolastica ha sottolineato che il liceo Giulio Cesare non è una scuola caratterizzata da violenza, ma anzi è da anni impegnata in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, come il progetto nazionale “Pari e dispari: due insiemi, un gioco”, che promuove il rispetto tra uomo e donna.

La scritta ottusa e scriteriata apparsa nei giorni scorsi potrebbe essere una reazione al nostro impegno“, ha dichiarato la preside, riflettendo sulle numerose attività svolte negli anni per promuovere il rispetto e contrastare la violenza.

Sul caso, nei giorni scorsi, è intervenuto anche il ministro Valditara.