Due anni di reclusione con sospensione condizionale: è questa la pena patteggiata da Nors Manlapaz, madre di Mark Antony Samson, il 23enne che lo scorso marzo ha ucciso in casa nel quartiere Africano Ilaria Sula, studentessa ternana di 22 anni. La donna è stata accusata di aver aiutato il figlio a ripulire il sangue e occultare il cadavere della ragazza nell’appartamento in via Homs, a Roma.
Omicidio Ilaria Sula, Nors Manlapaz patteggia la pena per aver aiutato il figlio a nascondere il delitto
L’udienza, segnata da tensione e silenzi pesanti, ha visto per la prima volta i genitori di Ilaria e la madre dell’assassino confrontarsi negli stessi corridoi del tribunale e poi nella stessa aula. I coniugi Sula, increduli e distrutti, hanno osservato Manlapaz mantenere lo sguardo basso, senza rispondere alle loro parole e ai loro sguardi carichi di dolore.
Secondo l’accusa, Manlapaz avrebbe lavato il sangue sparso in casa e nascosto il cellulare della vittima.
L’avvocato dei genitori di Ilaria ha sottolineato la difficoltà emotiva della famiglia: “Per loro è incomprensibile che una donna possa agire in questo modo, proteggendo il figlio dopo un gesto così atroce”.
Le accuse contro il figlio
Il processo per l’omicidio di Ilaria Sula, iniziato il 12 novembre in Corte d’Assise, intanto, è stato appena avviato: la prossima udienza il 9 dicembre.
Mark Antony Samson è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal legame sentimentale e da futili motivi, oltre all’occultamento del cadavere (l’accusa che condivideva con la madre).
Secondo le indagini, Mark aveva pianificato l’omicidio da tempo. Diversi messaggi inviati agli amici nelle settimane precedenti mostrano un’escalation di rabbia: “Se non torna con me la uccido”, scriveva.
La mattina del delitto, mentre Ilaria era in casa sua un messaggio ricevuto da un altro ragazzo ha scatenato la furia di Mark, forse illuso da un tentativo di riconciliazione.
Dopo averla colpita al volto e stordita, l’ha accoltellata tre volte al collo. Poi, con inquietante lucidità, ha infilato il corpo in un trolley e lo ha abbandonato in un burrone a Capranica Prenestina.
La dashcam
Le immagini della dashcam della sua auto e i messaggi inviati subito dopo dimostrano un inquietante autocontrollo. Tanto che la sera stessa che ha scaricato il cadavere è riuscito persino a incontrare un’amica di Ilaria per mangiare una piadina.


















