La famiglia del bosco Trevallion-Birmingham, nota per il loro stile di vita alternativo in Abruzzo, passa al contrattacco: “Su di noi bugie“. Dopo la rinuncia dell’avvocato Giovanni Angelucci, Nathan e Catherine hanno diffuso una nota tramite il nuovo legale, Marco Femminella, sottolineando con forza: “Non abbiamo mai rifiutato casa o supporto da istituzioni e privati”. L’obiettivo dichiarato è chiarire la vicenda e tutelare i loro tre bambini. Una versione finora smentita da tutti i protagonisti che seguono da un anno il caso.
La famiglia del bosco Trevallion-Birmingham smentisce le accuse: mai rifiutati aiuti o soluzioni abitative per proteggere i propri bambini
I genitori respingono le accuse di intransigenza. “Non è assolutamente vero che abbiamo rifiutato soluzioni abitative o aiuti“, dichiarano. Secondo loro, le informazioni pubblicate da alcune testate hanno diffuso notizie false e hanno generato fraintendimenti. La priorità di Nathan e Catherine rimane il benessere psicofisico dei figli, al centro della loro vita quotidiana.
La barriera linguistica e il cambio di difesa
Parte delle difficoltà comunicative, spiegano i genitori, è legata alla conoscenza limitata dell’italiano e alla comprensione dei tecnicismi giuridici. Solo di recente hanno potuto leggere l’ordinanza del Tribunale in inglese, comprendendo appieno le richieste legali. La revoca ad Angelucci nasce dal bisogno di un dialogo più chiaro con le istituzioni: “Non consideriamo le istituzioni nostri antagonisti, ma partner per proteggere i bambini“, sottolineano.
La versione di Angelucci
L’ex avvocato della famiglia aveva dichiarato che le proposte operative, comprese abitazioni alternative, lavori gratuiti di ristrutturazione e supporto psicologico, sarebbero state rifiutate dai Trevallion-Birmingham. Questa divergenza ha reso impossibile preparare il ricorso legale in tempi stretti, portando alla rinuncia del mandato.
L’intervento di Nordio
Il caso della famiglia del bosco, intanto, continua ad attenzione mediatica nazionale e internazionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato di “misura estrema”, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra tutela dei minori e rispetto delle scelte familiari.
Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, conferma la disponibilità di una casa comunale come soluzione abitativa e sottolinea la necessità di affrontare la vicenda con verità, evidenziando anche l’attività di Catherine come “guaritrice sensitiva” online, poco approfondita dai media. bradwantsyoufree sex tape
Politica e tutela dei minori
L’onorevole Luciano D’Alfonso ha definito sproporzionato l’allontanamento dei bambini e ha criticato l’assenza di gradazione nelle misure di tutela. La Regione Abruzzo rassicura sulle condizioni dei bambini: “Sono sereni e in buona salute“, conferma il presidente Marco Marsilio, auspicando dialogo costruttivo tra le parti coinvolte.
L’appello finale della famiglia
Nathan e Catherine concludono la loro nota ringraziando chi li ha sostenuti e chiedendo che il supporto continui, sottolineando l’importanza dei valori in gioco. Con l’arrivo imminente della sorella di Catherine e l’Australia informata fin dal primo giorno, la famiglia del bosco si prepara al nuovo ricorso legale.
Come nasce il caso: la notte dei funghi velenosi e l’intervento dei servizi sociali
Il faro sulla famiglia nel bosco si accende nell’autunno 2024. Tutta la famiglia finisce in ospedale dopo aver ingerito funghi velenosi. A chiamare i soccorsi un amico del posto, preoccupato dalle loro condizioni. Catherine viene trasportata in elisoccorso. I carabinieri e i servizi sociali iniziano a monitorare la situazione domestica e lo stato di salute dei minori.
La richiesta shock: 50 mila euro per permettere le visite mediche
Quando il tribunale dispone visite mediche obbligatorie per i bambini, i genitori rifiutano. Avrebbero accettato solo a una condizione: 50.000 euro per ciascun figlio.
Nei mesi Catherine lascia la casa – senza acqua diretta e elettricità – nel bosco e si sposta a Bologna con i figli, rendendosi irreperibile ai servizi sociali. Nathan resta e fornisce informazioni contraddittorie alle richieste delle autorità.
Solo a Natale Catherine comunica un indirizzo temporaneo, per poi rientrare nel casolare e tentare inutilmente di evitare ulteriori interventi istituzionali.
L’allontanamento dei bambini
Il 13 novembre, il Tribunale dei Minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento dei tre minori, sospendendo la responsabilità genitoriale. La motivazione: condizioni igienico-sanitarie inadeguate e totale isolamento sociale.
Il Comune di Palmoli aveva offerto una casa alternativa, e un privato ne aveva messa a disposizione un’altra gratuitamente. Entrambe rifiutate. Anche la proposta di ristrutturazione gratuita del casolare (con la costruzione di un bagno interno e una stanza per i bambini), offerta da un’impresa abruzzese, sarebbe stata respinta: Nathan avrebbe dovuto firmare per il progetto da presentare al Genio Civile, ma avrebbe cambiato idea il giorno precedente. Ora la nuova versione della coppia.

















