Un’uscita in mare a largo di Ostia e una mattinata di ordinaria manutenzione nautica, si è trasformata in un incubo per due diportisti italiani al Porto Turistico di Roma. Verso la tarda mattinata, la coppia stava uscendo dal porto con il proprio natante, un Duck31, per una manutenzione programmata, ma proprio all’altezza del faro rosso, mentre il natante stava lentamente dirigendosi verso il largo, il motore si è spento improvvisamente.
Dramma sfiorato al Porto Turistico di Roma: salvataggio in extremis della coppia a bordo del natante con il motore in panne finito sugli scogli
Le onde, già alte in quel tratto di mare, hanno iniziato a spingere con forza la barca verso gli scogli, riducendo drasticamente il tempo a disposizione per reagire.

La coppia non ha avuto modo di lanciare alcun segnale di soccorso nei primi concitati istanti dell’incidente: «Una di quelle onde arrivate di lato senza alcun preavviso. mi ha preso in pieno a sinistra“- racconta il diportista, ricordando la drammatica sequenza con lucidità e tensione, prima di finire contro gli scogli.
L’intervento tempestivo dei soccorsi
“In quei momenti critici, la prontezza del nostro personale di banchina si è rivelata decisiva” – spiega Alessandro Mei, Direttore Porto Turistico di Roma. Gli addetti si sono immediatamente messi in mare a bordo di una barca di soccorso, raggiungendo la coppia in pochi minuti, e una volta sul posto, uno di loro si è gettato in acqua per raggiungere a nuoto i due a bordo, riuscendo a trarli in salvo e al sicuro sul natante dei soccorsi.
Contestualmente, è scattato l’intervento della Guardia Costiera, che ha accertato fortunatamente che le condizioni fisiche della coppia non erano gravi, nonostante la violenza dell’impatto con gli scogli.
I danni al natante e l’allerta per gli altri natanti
Il natante, tuttavia, ha riportato danni importanti: la scafo urtato violentemente sugli scogli, le sartie che tremano e la cabina parzialmente rovesciata raccontano la forza dell’impatto. La Capitaneria di Porto ha stabilito un termine di 72 ore per rimuovere la barca, ma le operazioni rischiano di complicarsi a causa del mare ancora mosso.
Nel frattempo, è stato diramato un avviso ai natanti in transito per prestare attenzione alla possibile presenza di materiali distaccati dalla barca incidentata.
Il racconto della vittima
“Al momento in cui serviva davvero potenza e reattività, le maledette eliche abbattibili hanno deciso di fare quello che fanno sempre: sparire“, racconta il diportista, descrivendo la drammatica sequenza degli eventi.
“Il frastuono dello scafo che urta violentemente contro gli scogli è qualcosa che ti taglia il respiro. Oggi il mare, le onde e le maledette eliche hanno vinto. Domani si spera in una rivincita” – ha concluso nello sfogo social sul gruppo dei velisti.


















