Agiva armato di coltello ma con un atteggiamento sorprendentemente calmo ma anche inquietante, il rapinatore seriale di Roma Est che è stato catturato in queste ore dalla Polizia di Stato. “Stai tranquilla e non succede niente…”, sussurrava alle vittime, mentre i fatti raccontavano altro a danno delle vittime minacciate con il coltello.
I colpi messi a segno tra uffici postali e supermercati: nell’ultimo tentativo il 40enne soprannominato “rapinatore gentile” è stato tradito dai tatuaggi
Da queste modalità assurda, è nato il soprannome che ha accompagnato tutta l’indagine per dare la caccia al “rapinatore gentile” dal comportamento insolito, quasi paradossale degno di un crime anni ’70.
Dopo una settimana di rapine però la notorietà dell’uomo era balzata alle cronache per be altre ragioni, con le rapine armate messe a segno tra gli uffici postali e i supermercati del quadrante est della capitale.
La settimana dei colpi: tre assalti in rapida successione
Il primo episodio risale al 23 agosto, negli uffici postali di via Baliani, dove l’uomo a volto scoperto aveva fatto irruzione nell’ufficio e aveva minacciato i dipendenti portando via il denaro in cassa per poi sparire per le strade della zona.
Un’identica sequenza di terrore per le vittime, era stata poi messa a segno nel secondo colpo, molto simile, è stato messo a segno pochi giorni dopo nell’ufficio postale di via delle Palme e sempre con la fuga dell’uomo, un 40enne colombiano, prima dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.
Per il terzo assalto armato infine, il criminale aveva scelto un supermercato di via del Torraccio di Torrenova, dove sempre con lo stesso copione, con il coltello in mano, e il tono pacato, si era fatto consegnare l’incasso.
Sono state le telecamere di sorveglianza a fare arrivare a Dama i poliziotti, con le immagini che avevano cristallizzato gli stessi movimenti, lo stesso abbigliamento, ma soprattutto gli stessi tatuaggi del rapinatore del caso, che si sono rivelati decisivi per l’identificazione dello stesso soggetto.
Le indagini del VI Distretto Casilino
Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, gli agenti del VI Distretto Casilino hanno confrontato i filmati delle tre rapine, ricostruendo un quadro univoco. L’uomo operava con estrema rapidità, colpendo sempre in orari di affluenza ridotta, scegliendo luoghi simili tra loro per dinamica e possibilità di fuga.
Il tentativo del quarto colpo e l’arresto
Quando il 40enne ha tentato un nuovo assalto, ancora una volta in un ufficio postale, gli agenti lo stavano ormai già monitorando. Così, il blitz in flagranza ha permesso di bloccarlo prima che potesse portare a termine l’ennesima rapina. Con gli elementi a suo carico, la Procura ha chiesto e ottenuto dal GIP una misura cautelare in carcere, che si aggiunge all’arresto scattato al momento del fermo.
La posizione dell’indagato e il principio di innocenza
L’uomo è ora detenuto a Regina Coeli, e gravemente indiziato di rapina aggravata. La sua posizione è ancora oggetto di indagini preliminari e che vige il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.


















