Si è svolta ieri a Suceava, in Romania, la cerimonia funebre per Octav Stroici, l’operaio di 66 anni morto in seguito al tragico crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali, lo scorso 3 novembre.
A Suceava i funerali di Octav Stroici l’operaio rimasto intrappolato per 11 ore sotto le macerie della Torre dei Conti
Alla funzione la moglie Mariana, la figlia Alina, ma anche molti amici arrivati anche dall’Italia. In rappresentanza di Roma Capitale, l’assessora Claudia Pratelli, che ha portato il saluto e l’abbraccio della città: “La morte di Octav Stroici è una ferita profonda per tutta Roma. Era doveroso essere qui, accanto alla sua famiglia”, le sue parole.
Una vita di lavoro e sacrificio
Originario di Suceava, Octav Stroici viveva da oltre trent’anni in Italia, a Monterotondo, dove si era costruito una nuova vita con la moglie. Tra un anno sarebbe andato in pensione: il suo sogno era tornare in Romania per vivere vicino ai nipoti.
La mattina del 3 novembre, mentre lavorava al restauro della Torre dei Conti – chiusa dal 2007 e oggetto di interventi finanziati dal PNRR nell’ambito del progetto Roma Caput Mundi – è rimasto intrappolato sotto le macerie dopo il crollo di un’ala del palazzo medievale.
Undici ore di speranza e disperazione
Per undici ore i vigili del fuoco, oltre sessanta operatori, hanno scavato tra i detriti per salvarlo. Stroici riusciva ancora a comunicare con i soccorritori, chiedendo aiuto con voce sempre più flebile: “Acqua…Non riesco a muovermi”, gli ultimi scambi coi soccoritori.
Estratto ancora in vita, è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove però è deceduto un’ora dopo il ricovero.
Roma in lutto, solidarietà da tutta Italia

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri per il 5 novembre ha proclamato una giornata di lutto cittadino.
Anche la comunità di Monterotondo, dove Octav era conosciuto e stimato, ha espresso profonda commozione. Il sindaco Riccardo Varone lo ha ricordato come un lavoratore silenzioso e generoso. “Non meritava questo destino”.
Le indagini e la messa in sicurezza della Torre
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del crollo e verificare eventuali responsabilità. Intanto sono in corso le operazioni di messa in sicurezza dell’area, coordinate dal Campidoglio insieme al Ministero della Cultura e ai vigili del fuoco.
L’intervento sulla Torre dei Conti, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mirava al consolidamento e restauro della struttura per trasformarla in un centro dedicato alla storia medievale.
“Addio, papà”
Durante la cerimonia a Suceava, tra le lacrime dei familiari e il silenzio dei presenti, la figlia Alina ha sussurrato: “A Roma si è fermato un cuore, ma non l’amore. Addio, papà.”
Un addio che ha unito due Paesi – l’Italia e la Romania – nel ricordo di un uomo semplice, coraggioso e generoso, vittima di un destino ingiusto.

















