La “professoressa dello spaccio” a Ostia: tra i pusher di cocaina cruda o cotta una ex insegnante

Dietro le finestre di via dell’Idroscalo, una rete familiare di pusher vendeva cocaina e crack anche a cinque euro a dose. A finire in manette anche un’ex maestra soprannominata “la professoressa”

-Immagine d'archivio

C’era anche un’ex insegnante, ribattezzata “la professoressa”, tra i dodici pusher arrestati dai carabinieri di Ostia nel corso dell’operazione che l’altra mattina ha smantellato la piazza di spaccio sempre fiorente all’Idroscalo. Un posto attivo il suo, ma non di spicco, retto invece, alle spalle, da Anna Anatoli, conosciuta come Annarella, la matrona di via Baffigo.

Dietro le finestre di via dell’Idroscalo, una rete familiare di pusher vendeva cocaina e crack anche a cinque euro a dose. A finire in manette anche un’ex maestra soprannominata “la professoressa”

Il gruppo, scoperto dopo mesi di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, aveva trasformato due appartamenti tra i civici 67 e 69 di via dell’Idroscalo in una vera e propria centrale dello spaccio.

Al vertice c’era Massimo R., 29 anni, affiancato dalla moglie, 36 anni, che in caso di assenza del marito prendeva le redini della piazza.

Le indagini dei carabinieri hanno documentato un sistema collaudato, capace di smerciare fino a 300 dosi al giorno tra cocaina “cruda” e “cotta”.

Microspie, radio e finestrelle: il metodo dello spaccio

Gli spacciatori si muovevano con tecniche da intelligence effettuando bonifiche sui pianerottoli alla ricerca di microspie, comunicando tramite radio ricetrasmittenti, guidando i clienti con la luce dei telefoni per non farsi scoprire e lanciando dosi da finestre e balconi.

Una rete efficiente, sorvegliata da vedette che controllavano cortili e ingressi e segnalavano in tempo reale eventuali presenze sospette.

Cocaina a cinque euro: il mercato low cost dell’Idroscalo

La piazza era famosa per i prezzi stracciati: cocaina e crack venivano venduti anche a tre euro a dose, un prezzo che generò tensioni interne.
Uno dei capi decise allora di vietare la vendita sotto i cinque euro, imponendo un minimo per mantenere margini di guadagno e “dignità” al mercato.

Nonostante i prezzi bassi, il giro d’affari era enorme: un flusso continuo di clienti, molti dei quali tossicodipendenti cronici che frequentavano la zona anche più volte al giorno.

Le donne del clan e la “professoressa”

Non solo uomini: il gruppo vedeva un ruolo attivo di tre donne.
Oltre alla moglie del capo, spiccavano Anna Anatoli, 65 anni, Annarella, storica figura dello spaccio a Ostia, e l’ex insegnante, una 58enne licenziata da tempo dal ministero della pubblica istruzione.

Nelle carte del gip Rosalba Liso si legge che le donne “non avevano ruoli marginali, ma decisionali”, e che il gruppo era tenuto insieme da forti legami familiari e di convivenza.

Un business basato sulla dipendenza

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Una perquisizione a Ostia

La forza della piazza stava nella disperazione dei clienti. “Da più di un anno vado in via dell’Idroscalo almeno cinque volte a settimana a comprare cocaina cotta”, ha dichiarato una consumatrice.

L’operazione dei carabinieri si è conclusa con dodici arresti: sette in carcere e cinque ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati quantitativi consistenti di cocaina e crack, confermando l’ampiezza del giro.

Le indagini ora puntano a individuare i canali di approvvigionamento, ancora ignoti, e a verificare eventuali collegamenti con organizzazioni criminali più ampie.