Omicidio del giostraio di Capena: arrestati tre giovani. Il VIDEO shock del pestaggio mortale

Tre gli arresti per la brutale aggressione del giostraio morto poi in ospedale: in manette due 19enne e un 24enne

Svolta nell’omicidio del giostraio di Capena. I carabinieri della compagnia di Monterotondo, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, hanno arrestato, su misura cautelare, due 19enni e di un 24enne italiani e del posto: lavoravano nelle giostre del fratello della vittima. L’inchiesta non è chiusa, sono in via di identificazione gli altri aggressori.

Tre gli arresti per la brutale aggressione del giostraio morto poi in ospedale: in manette due 19enne e un 24enne

I tre ventenni sono accusati omicidio volontario aggravato in concorso, in relazione alla brutale aggressione che ha portato alla morte di Stefano Cena, il giostraio di Capena, aggredito a calci e pugni da una decina di giovani la sera del 5 ottobre, giorno della sagra dell’uva, e deceduto il 14 ottobre in ospedale.

Le indagini, condotte dalla Stazione di Capena e dalla Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo sotto la direzione del pubblico ministero, hanno ricostruito con precisione la dinamica dell’aggressione.

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Il giostraio e la fiaccolata in suo ricordo

Gli investigatori hanno utilizzato sia strumenti tecnologici avanzati, come sistemi di videosorveglianza e analisi telefoniche, sia metodi tradizionali, tra cui testimonianze raccolte sul posto.

Secondo quanto emerso, la violenza sarebbe scoppiata per futili motivi, dopo una prima discussione nel pomeriggio tra la vittima e uno degli aggressori. La situazione è degenerata in serata coinvolgendo anche la famiglia del giostraio

Una aggressione brutale

La vittima è stata accerchiata e poi colpita ripetutamente da un gruppo di giovani, tra cui gli arrestati, tutti collaboratori della giostra gestita dal fratello di Cena.

Nonostante i colpi subiti, il giostraio ha tentato di sottrarsi, ma intervenendo per proteggere la moglie è stato nuovamente aggredito, subendo i colpi fatali.

L’intervento tempestivo dei carabinieri, allertati da alcuni presenti, ha evitato ulteriori gravi conseguenze, fermando anche un inseguimento che i presunti aggressori avevano intrapreso nei confronti del figlio della vittima.

Indagini sugli altri partecipanti

Nella mattinata di oggi gli arrestati sono stati tradotti nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le indagini proseguono per identificare gli altri partecipanti.