Antisemitismo, la piazza di Roma chiede sicurezza e rispetto: “Essere ebrei non deve fare paura”

Manifestazione a Roma per dire no all’antisemitismo, ma c'è chi – tra gli ebrei - dissente chiedendo stop alle bombe

Foto di archivio

Decine di persone si sono riunite in serata in piazza Santi Apostoli per manifestare contro l’antisemitismo e a sostegno delle comunità ebraiche italiane. Sventolando bandiere di Israele, i partecipanti hanno lanciato un messaggio chiaro: “Rivendichiamo la libertà di essere ebrei in Italia. No ai trattamenti di serie B”.

Manifestazione a Roma per dire no all’antisemitismo, ma c’è chi – tra gli ebrei – dissente chiedendo stop alle bombe

La manifestazione, promossa dall’associazione Setteottobre con l’adesione di oltre cinquanta realtà, ha visto la partecipazione di figure di rilievo della comunità ebraica e del mondo politico. Tra i presenti sono attesi il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun e la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni.

L’obiettivo dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori, è riaffermare il diritto degli ebrei italiani a “sentirsi al sicuro nel proprio Paese”, in un clima segnato da episodi di intolleranza e tensioni legate al conflitto in Medio Oriente.

Emergono anche posizione critiche

Sui social, molti hanno invitato alla partecipazione con messaggi come: “Fate sentire la forza e l’umanità di Israele”, mentre altri chiedono lo stop alle bombe su Gaza che alimentano odio o rilanciano spunti di riflessione più critici, come un passo di Natalia Ginzburg del 1972. In quell’articolo, la scrittrice rifletteva sul rapporto tra la memoria della Shoah, la nascita dello Stato d’Israele e la trasformazione del popolo ebraico nella percezione europea, sottolineando come “la sola scelta possibile è stare dalla parte di chi patisce ingiustamente”.