Era diretto a Roma al comando generale, poi lo schianto. Nella tragedia tra due auto di via Salaria, all’alba di oggi, lunedì 27 ottobre, l’Arma ha perso uno degli ufficiali più promettenti: il tenente colonnello Matteo Branchinelli.
Il tenente colonnello Matteo Branchinelli stava andando al lavoro al comando generale a Roma, lo schianto fatale
Il tenente colonnello aveva 52 anni, originario di Terni, viveva a Frosinone e lavora a Roma. L’altra vittima un agricoltore di 36 anni residente a Cittaducale. Lo schianto fatale alle 6 del mattino all’altezza del chilometro 70, nella zona di San Giovanni Reatino.
Chi era
Branchinelli, che viveva a Frosinone con la moglie Martina Santoro, si stava recando al Comando Generale dei Carabinieri a Roma, dove da pochi mesi aveva assunto un nuovo incarico nell’ambito di Audit e Innovazione. Conosciuto e stimato, dal 2016 al 2020 aveva guidato la Compagnia dei Carabinieri di Frosinone.
Successivamente, nel 2020, era entrato a far parte del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), prima di trasferirsi a Rieti nel 2021 come capo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri.
Una carriera dedicata al servizio
Classe 1973, Branchinelli si era arruolato nel 1996 dopo il servizio di leva, iniziando la sua carriera come Maresciallo. Ha prestato servizio come Comandante di Squadra e Istruttore alla Scuola Allievi di Fossano e come Sottufficiale presso la Stazione di Mornese. Nel 2001 ha frequentato il 183° corso dell’Accademia Militare di Modena e nel 2006 ha completato gli studi alla Scuola Ufficiali di Roma, laureandosi in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli sempre più importanti: Comandante di Plotone del 2° Battaglione “Liguria” a Genova, poi al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tricase (2007-2009). Successivamente ha diretto le Compagnie di Isernia (2009-2014), Pitigliano (2014-2016) e Frosinone (2016-2020). Dal 2021 era a Rieti come comandante del Reparto Operativo.
Insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Branchinelli viene ricordato come un ufficiale competente, rispettato e profondamente dedicato al suo lavoro e alla comunità.
La sua morte, insieme a quella dell’agricoltore 36enne, lascia sgomenta la comunità locale e l’Arma dei Carabinieri, che perde uno dei suoi ufficiali più stimati.
















