La Questura ha ordinato in queste ore lo scioglimento della manifestazione pro-Palestina organizzata nel pomeriggio di oggi nel quartiere Pinciano. Il presidio, autorizzato come statico, ha poi tentato di trasformarsi in un corteo, provocando l’intervento immediato delle forze dell’ordine.
Ordinato lo scioglimento del presidio a cui era vietato ogni spostamento: azionati gli idranti dopo il tentativo dei manifestanti di muoversi in corteo
E’ stato il dirigente del servizio di ordine pubblico nel tardo pomeriggio a comunicare ufficialmente ai manifestanti l’ordine del Questore di Roma, emesso in relazione al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), che imponeva il divieto assoluto di spostamento verso altri siti.
Uno stop a cui contestualmente, è stato ordinato ai promotori lo scioglimento immediato della manifestazione, con l’avvertimento che, in caso di mancata ottemperanza, sarebbe intervenuta la forza pubblica per disperdere i presenti e denunciare i responsabili all’Autorità Giudiziaria.
Il tentativo di corteo e l’intervento degli agenti
Secondo la prima ricostruzione dei fatti, nonostante l’ordine di rimanere in presidio, una parte dei manifestanti aveva tentato di muoversi in corteo verso via Monteverdi, e a quel punto, il fronte della protesta era stato bloccato dalle camionette della Polizia, schierate a chiusura della strada.
Secondo quanto riferito da fonti della Questura, la decisione di impedire l’avanzata è arrivata dopo un lungo confronto tra Digos e promotori, che avevano insistito per sfilare con bandiere e striscioni.
Poi, quando il gruppo ha provato ad avanzare, gli idranti del reparto mobile sono stati azionati per contenere la spinta dei manifestanti. Alcuni di loro hanno risposto con cori e slogan di protesta, gridando “Assassini!” contro le forze dell’ordine.
Le rivendicazioni dei manifestanti
I partecipanti alla mobilitazione si erano dati appuntamento oggi in piazza Verdi per esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza. Nel corso della giornata avevano chiesto di poter procedere in corteo pacifico, dichiarando: “Ci hanno permesso di passare nel Bioparco solo senza simboli, trattandoci come animali”. Al megafono, alcuni attivisti hanno accusato la Questura di “allinearsi ai diktat di Israele” e di voler limitare il diritto di manifestare.
“Vogliamo arrivare davanti all’ambasciata di Israele e alla Festa del Cinema”, hanno ribadito i promotori, rifiutando il divieto di spostamento. “Nessuno può dire che questo corteo è pericoloso. Non accettiamo nessuna restrizione: manifestare è un diritto”.
Situazione sotto controllo ma resta alta la tensione
Dopo l’intervento degli idranti, la tensione si è progressivamente allentata, anche se il clima resta teso. Gli agenti del reparto mobile presidiano ancora la zona, mentre i manifestanti si sono dispersi in piccoli gruppi lungo le vie adiacenti.
La Questura ribadisce che l’intervento si è reso necessario per garantire l’ordine pubblico e il rispetto delle prescrizioni imposte ai promotori. Resta alta l’attenzione nella capitale, dove negli ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà verso la popolazione palestinese, spesso accompagnate da momenti di tensione con le forze dell’ordine.


















