Mamma coraggio sfida le autorità per lo striscione in ricordo del figlio. Da cinque giorni, sotto il sole e la pioggia, una sedia pieghevole e una coperta segnano la presenza silenziosa ma determinata di Vanda Ferri, 75 anni, madre di Emanuele Crestini, l’ex sindaco di Rocca di Papa morto nel 2019 dopo aver salvato i dipendenti comunali dall’esplosione del municipio per una fuga di gas dovuti a lavori in strada.
La mamma coraggio occupa la rotonda di Rocca di Papa dove campeggiava lo striscione in memoria del figlio, il sindaco-eroe Emanuele Crestini
È lì, nella rotonda d’ingresso del paese, dove per anni campeggiava uno striscione commemorativo in suo onore, rimosso lo scorso luglio dall’amministrazione comunale. Ora, su quello stesso spazio, si getta cemento per un’opera di benvenuto alla città.
Vanda ha scelto di restare. Non per protesta sterile, ma per principio: “Finché non mi mostrano le autorizzazioni per quei lavori, io non mi muovo – spiega dopo aver ripiazzato lo striscione – A mio figlio hanno levato lo striscione dicendo che era pericoloso. E adesso lì ci fanno dei lavori, senza neanche un cartello?”.
Persino il suo legale, l’avvocato Vincenzo Perticaro, pur condividendone la scelta, è preoccupato per la sua salute. “Ma nulla, dal Comune non rispondono con le carte“, spiega quasi rassegnato dopo aver fatto formale accesso agli atti. “Il Comune avrebbe trenta giorni per rispondere, ma dal momento che il sindaco ritiene che sia tutto in regola non si capisce perché non riusciamo ancora ad ottenere risposta mentre una donna da cinque notti dorme all’aperto“.
Una madre, un figlio, un paese

Emanuele Crestini è stato sindaco di Rocca di Papa dal 2016 al 2019. È morto a 46 anni in seguito a un’intossicazione da fumo, dieci giorni dopo aver guidato personalmente l’evacuazione del municipio, colpito da un’esplosione dovuta a una fuga di gas in strada durante dei lavori. Non lasciò l’edificio finché tutti non furono messi in salvo.
Insieme a lui, perse la vita anche Vincenzo Eleuteri, delegato del sindaco, altro protagonista dimenticato troppo spesso nei racconti ufficiali. Per accertare la responsabilità di quelle due morti e de tanti feriti è in corso un processo a Velletri per omicidio e disastro colposo.
La Repubblica Italiana ha riconosciuto il gesto di Crestini con la Medaglia d’Oro al Valor Civile, conferita dal presidente Mattarella. Che ha ricordato il sindaco eroe in un saluto di fine anno e in una commemorazione.
Il punto di rottura
La frattura con l’amministrazione comunale si è consumata nel luglio 2024, quando lo striscione commemorativo installato da anni nella rotonda è stato rimosso all’alba. “Alle 5 di mattina, come se fosse un atto clandestino“, ricorda a tutti mamma Ferri. “Hanno mandato due delegati a toglierlo. Dicevano che era pericoloso. Ma poi hanno cominciato a cementare lo stesso punto per metterci una loro opera. E allora mi chiedo: la loro sì, mio figlio no?“.
Dietro la scelta dell’amministrazione – oggi guidata dal sindaco di centrodestra Massimiliano Calcagni – ci sono motivazioni tecniche. In una nota ufficiale, il Comune ha chiarito che: lo striscione non era autorizzato dagli enti competenti (ASTRAL, Soprintendenza, Parco dei Castelli Romani); la struttura era logora e pericolosa per la viabilità. E sono già stati dedicati a Crestini altri luoghi simbolici: un largo in località Vivaro e la sede del Comando della Polizia Locale.
In compenso, è stata proposta l’intitolazione della nuova Aula Consiliare a suo nome. Un gesto che la famiglia però vede come insufficiente o, almeno, non tempestivo.
Le voci della comunità

La protesta di Vanda Ferri non è passata inosservata. Il movimento “Difendere Velletri” le ha espresso piena solidarietà, definendo il suo gesto “un grido d’amore materno” e un “richiamo alla memoria collettiva”.
Anche molti cittadini si sono espressi: “Cosa costa mettere una targa autorizzata all’ingresso del paese?”. Oppure: “Capisco che vada regolamentato, ma si poteva trovare una soluzione condivisa”.
C’è anche chi fa proposte alternative: “Perché non in Piazza della Repubblica? Sarebbe un luogo centrale e dignitoso”.
Ma non mancano i pareri contrari: “Anche altri hanno fatto del bene, e non per questo hanno uno striscione. Serve equilibrio”.
Un dolore che non si spegne
Vanda Ferri è vedova, con una figlia che vive fuori. Vive per sua nipote, Mariaregina, oggi 15enne, che dice del padre: “Non è il sindaco di tutti, è solo mio”. Eppure, Vanda ha deciso di portare avanti le battaglie del figlio: “Emanuele usciva per spargere il sale quando nevicava, tagliava gli alberi da solo quando necessario… Tutti gli volevano bene. Non sto imponendo lo striscione, sto chiedendo rispetto”.




















