Ascensore crolla per sette piani: tragedia sfiorata a Monti Tiburtini. Anziani e invalidi restano prigionieri in casa

Continua l’incubo dei residenti delle case dell'INPS senza ascensore da mesi: tra denunce e rimpalli di responsabilità nessuno interviene

Nel quartiere Monti Tiburtini a Roma continua l’incubo dei residenti di via Sante Bargellini 23: senza ascensore da più di due mesi, gli anziani restano bloccati negli appartamenti tra proteste, denunce e rimpalli di responsabilità tra Comune e INPS.

Continua l’incubo dei residenti delle case dell’INPS senza ascensore da mesi: tra denunce e rimpalli di responsabilità nessuno interviene

Da oltre due mesi i residenti di via Sante Bargellini 23, nel quartiere Monti Tiburtini di Roma, vivono una situazione al limite dell’assurdo: l’ascensore del palazzo è fuori uso e decine di famiglie, soprattutto anziani e persone fragili, sono praticamente prigioniere nelle proprie abitazioni. La mancanza del servizio di mobilità verticale rende impossibile uscire o rientrare con facilità, trasformando la vita quotidiana in un percorso a ostacoli.

La situazione è drammatica per molti abitanti, in particolare per chi vive ai piani alti. Tra loro ci sono diverse donne anziane, anche ultra 90enni, costrette a vivere con grande fatica e difficoltà motorie che si impongono con tutti i rischi del caso a scendere anche nove piani di scale, pur di non restare completamente isolate dal mondo esterno.

Il rischio tragedia e l’episodio del 29 luglio

Il problema dell’ascensore rotto non è solo un disagio ma anche un potenziale pericolo. Il 29 luglio scorso un residente ha vissuto momenti di terrore quando, utilizzando il montacarichi, questo è precipitato improvvisamente per sette piani. L’uomo, nel panico, ha tentato di bloccare la caduta strappando le cerniere e solo per miracolo, non ha riportato gravi conseguenze.

Nonostante l’episodio e le successive segnalazioni, a ottobre l’impianto è ancora inutilizzabile, e le denunce presentate, comprese quelle ai Vigili del Fuoco, non hanno prodotto interventi risolutivi.

Denunce e appelli rimasti senza risposta

A raccogliere le proteste degli abitanti è Fabrizio Montanini, consigliere di Forza Italia del IV Municipio, che da settimane praticamente presidia la zona per sollecitare le istituzioni e monitorare la situazione. Montanini ha presentato un esposto formale ad agosto, seguito da un sollecito, ma nessuna risposta è ancora arrivata.

I residenti denunciano di sentirsi abbandonati dalle istituzioni e stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. “Siamo esseri umani”, ripetono con rabbia e frustrazione anche in un video disperato riportato da welcome to favelas, chiedendo un intervento immediato che restituisca dignità e sicurezza alla loro quotidianità.

Rimpallo di responsabilità tra Comune e INPS

Il nodo principale della vicenda è rappresentato dal continuo scaricabarile tra Comune di Roma e INPS. Come spiega Fabrizio Montanini:

L’affittuario delle palazzine è il Comune, mentre il proprietario è l’INPS, responsabile della manutenzione straordinaria. Tuttavia, il Comune non si occupa della manutenzione ordinaria o lo fa in modo inefficace, con il risultato che anche i problemi di routine finiscono per diventare emergenze straordinarie. L’INPS, dal canto suo, accusa il Comune di non adempiere ai propri compiti, rallentando così qualsiasi intervento concreto”.

Invalidi e anziani in attesa di una soluzione

La situazione in via Sante Bargellini 23 è resa ancora più urgente dalla presenza di numerosi invalidi e persone non autosufficienti, che attendono un intervento risolutivo. Il disagio causato dall’ascensore fuori servizio si aggiunge ad altri problemi strutturali del palazzo, come la mancanza d’acqua in estate e i disservizi dei riscaldamenti d’inverno: un problema che tra l’altro, si ripresenterà a breve.

Finché non si troverà un accordo chiaro sulle responsabilità tra le istituzioni coinvolte, la quotidianità di queste persone resterà segnata da isolamento e difficoltà, in una vicenda che rappresenta l’ennesimo esempio di come la burocrazia possa aggravare i disagi sociali.