Sono stati resi noti i risultati dell’indagine dell’Ufficio di Statistica di Roma Capitale che ha evidenziato il miglior dato tendenziale occupazionale degli ultimi dieci anni. Tassi da record, mentre ci sono ancora troppe differenze tra i settori con forti criticità da superare per il vero rilancio dell’economia della Capitale.
Con l’indagine sull’occupazione di Roma arriva il miglior risultato degli ultimi dieci anni: tassi da record ma anche settori ancora in crisi
Roma chiude il 2024 con dati sull’occupazione estremamente positivi. Secondo l’Ufficio di Statistica di Roma Capitale, la città conta 1,25 milioni di occupati e registra un tasso di occupazione del 68,7%.
Un dato in crescita di ben due punti rispetto all’anno precedente e superiore di oltre sei punti rispetto alla media nazionale del 62,2% che si collega ad un tasso di disoccupazione scesa al 4,8%, e quasi dimezzato rispetto al 2018.
A calare del 21% poi, è anche la quota di persone disponibili ma non attive, più precisamente, la categoria di coloro che non hanno un lavoro ma non lo cercano attivamente per varie ragioni, come ad esempio motivi di studio, cura familiare, pensionamento, disinteresse al lavoro, né sono disoccupati.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come i risultati siano il frutto di investimenti mirati, interventi di rigenerazione urbana e il buon andamento del turismo:
“I dati sull’occupazione pubblicati dall’ufficio di statistica di Roma Capitale rappresentano un’ulteriore ventata di fiducia sul futuro della città. Roma si è rimessa in moto, è diventata più attrattiva e dinamica, ed è oggi una risorsa per tutto il Paese” – ha concluso il primo cittadino.
Settori in maggiore crescita
L’analisi dei dati evidenzia che il settore dei servizi e del turismo è quello che traina maggiormente l’occupazione, con un incremento significativo di posti di lavoro legati all’accoglienza, alla ristorazione e al commercio.
Cresce anche l’occupazione nei settori legati alla cultura e agli eventi, in linea con la ripresa post-pandemica e con gli investimenti per il Giubileo e altre iniziative culturali. La spinta maggiore si registra inoltre nell’occupazione femminile (+2,2%) e tra i lavoratori stranieri (+4,9%), segno di un mercato più inclusivo e dinamico.
Settori con performance più contenute
Al contrario, alcuni comparti evidenziano una crescita più lenta. L’edilizia e alcuni segmenti dell’industria manifatturiera mostrano un aumento più contenuto dei posti di lavoro, a testimonianza delle difficoltà strutturali e della necessità di ulteriori interventi di politica industriale.
Nonostante gli accordi con le forze sociali e gli appalti pubblici, questi settori faticano a recuperare i livelli pre-crisi, evidenziando criticità che richiedono attenzione per consolidare la ripresa.
Inclusione e stabilità del lavoro
Il segretario della Cgil di Roma e del Lazio ha evidenziato come la crescita complessiva rappresenti un’opportunità per migliorare la qualità del lavoro, promuovere occupazione stabile e garantire sicurezza su ogni posto di lavoro.
Il sindaco Gualtieri ha confermato che gli sforzi saranno orientati a rendere diffusi e duraturi questi risultati, estendendo gli accordi già firmati a tutti i settori economici, con particolare attenzione a quelli ancora in ripresa lenta.
Verso il consolidamento dei risultati
La fotografia dell’occupazione a Roma racconta una città in movimento, con un mercato del lavoro più inclusivo e dinamico, ma con differenze evidenti tra comparti.
Se da un lato turismo e servizi offrono opportunità senza precedenti, dall’altro edilizia e industria richiedono interventi mirati per evitare che la crescita resti squilibrata. La sfida futura sarà consolidare i risultati e garantire una crescita occupazionale stabile e diffusa in tutti i settori.



















