“Ciao Simona”. Con queste parole, un palloncino bianco a forma di cuore è volato in cielo, tenuto tra le mani piccole di un bambino di otto anni. Suo figlio. Un gesto silenzioso e straziante, tra le lacrime e gli occhi rossi di centinaia di persone che oggi pomeriggio, a Fiumicino, si sono strette attorno alla famiglia di Simona Bortoletto, la giovane donna di 34 anni travolta e uccisa il 23 settembre scorso a Isola Sacra.
Un lungo applauso e un palloncino bianco al funerale di Simona Bortoletto: l’addio commosso di Fiumicino
Un dolore che ha unito un’intera comunità, incredula e ferita. Le campane della chiesa Santa Maria Stella Maris hanno accompagnato l’ingresso del feretro, accolto da un lungo applauso, quasi a voler scaldare con un gesto collettivo quel freddo che resta quando una vita così giovane e piena viene spezzata.
Simona era andata a casa di un amico e rincasa. Poco dopo, è stata investita proprio dall’auto guidata da lui. Una tragedia inspiegabile, ancora al centro di indagini: non è chiaro se sia stata una fatalità o se dietro ci sia qualcosa di più grave. L’autopsia ha rivelato che è stata centrata alle spalle. La comunità però, oggi, ha scelto di non giudicare, ma di ricordare. Con il cuore.
L’omelia di don Sergio

“Celebrare un funerale è un atto di fede e di speranza,” ha detto durante l’omelia padre Sergio De Angelis, “nella speranza di poter reincontrare Simona in Paradiso.” Parole semplici, ma che hanno toccato nel profondo chi era lì: familiari, amici, colleghi, vicini di casa. Tutti uniti dallo stesso dolore e dallo stesso sconcerto.
Il momento più intenso è stato proprio quello finale: il figlio di Simona, con in mano quel palloncino, ha guardato il cielo e lo ha lasciato andare. Un gesto che vale più di mille discorsi. Un addio che nessun bambino dovrebbe mai dover dare.
A rappresentare il Comune di Fiumicino c’era l’assessora alle Politiche Sociali, Monica Picca, che ha parlato a nome di tutta la cittadinanza:
“La perdita improvvisa di una giovane donna come Simona lascia un vuoto profondo. Ma vedere così tante persone unite nel dolore è la prova che la solidarietà esiste, ed è viva nei momenti più difficili.”
Martedì scorso, oltre 200 persone avevano già partecipato a una fiaccolata silenziosa su via Redipuglia, trasformando il luogo dell’incidente in un sentiero di memoria. Tanti i cartelli con una richiesta che oggi riecheggia forte: “Verità e giustizia per Simona”.
Perché quando una vita si spezza così, non bastano le lacrime. Servono risposte. E rispetto.


















