Ucraina, treno con 110 volontari italiani finisce sotto attacco russo al rientro da una missione di pace

Ore di tensione e paura per i volontari di 35 associazioni italiane tra cui Azione Cattolica e Anci

Fonte foto ADNKronos

Il convoglio con a bordo 110 volontari del Movimento europeo di azione non violenta è stato coinvolto in un violento raid contro la parte occidentale dell’Ucraina. Esplosioni e colpi di artiglieria hanno sfiorato il treno diretto al confine polacco dopo una missione a Kharkiv.

Ore di tensione e paura per i volontari di 35 associazioni italiane tra cui Azione Cattolica e Anci

Momenti di paura gli attivisti del Movimento europeo di azione non violenta, che si sono trovati sotto un massiccio attacco russo nei pressi di Leopoli, nella notte tra sabato e domenica.

Il gruppo, composto da rappresentanti di 35 associazioni italiane tra cui Azione Cattolica, Anci, MoVI, Masci, Agesci, Base Italia, Fondazione Gariwo, Piccoli Comuni del Welcome, Reti della Carità e Progetto Sud, stava facendo ritorno in Polonia al termine della decima missione umanitaria in Ucraina.

Gli attivisti erano partiti da Kharkiv, città simbolo della resistenza ucraina a ridosso del confine russo, e avevano lasciato Kiev in treno diretti verso il confine polacco. Dopo circa tre ore di viaggio, nell’area di Zhytomyr, il convoglio ha dovuto affrontare bombardamenti intensi, preludio a un raid più ampio che ha colpito anche la zona occidentale del Paese.

Esplosioni vicino al treno e ore di tensione a Leopoli

Secondo le testimonianze, tra cui quella di una giornalista dell’agenzia Sir presente sul treno, forti esplosioni sono state udite anche nella zona di Leopoli, non lontano dalla linea ferroviaria.

I colpi di artiglieria hanno fatto tremare la notte e generato momenti di forte apprensione tra i passeggeri, che sono rimasti a lungo bloccati prima di poter riprendere il viaggio.

Nonostante il pericolo, il convoglio è riuscito a ripartire ed è attualmente diretto verso il confine con la Polonia, dove i volontari faranno rientro in sicurezza dopo una notte di terrore: un episodio che sottolinea purtroppo ancora una volta, come nessuna parte dell’Ucraina sia realmente al riparo dai bombardamenti russi, nemmeno le zone occidentali finora considerate più sicure.

Una missione per sostenere la società civile ucraina

La presenza del Mean in Ucraina si è concentrata a Kharkiv, dove gli attivisti hanno partecipato a decine di incontri con la società civile per costruire progetti concreti di sostegno alla popolazione e individuare le necessità più urgenti nelle aree colpite dalla guerra.

La missione ha avuto anche un forte valore simbolico e spirituale: il nunzio apostolico ha partecipato insieme al vescovo cattolico, al vescovo greco-cattolico e a rappresentanti ortodossi a una preghiera al cimitero dei caduti, per ricordare le vittime e rendere omaggio a chi difende Kharkiv fin dai primi giorni dell’invasione.

Mean: “Saremo al fianco dell’Ucraina finché sarà necessario”

«L’Ucraina difende il mondo da 13.200 giorni – ha dichiarato Marco Bentivogli, uno dei portavoce del Mean –. Saremo al loro fianco fino a quando sarà necessario». Le sue parole racchiudono lo spirito di una missione che, nonostante i pericoli e la guerra ancora in corso, continua a portare solidarietà concreta e vicinanza al popolo ucraino.

L’episodio del treno sfiorato dai raid russi testimonia la gravità della situazione sul campo e l’importanza dell’impegno internazionale per sostenere la pace, la resistenza e la ricostruzione del Paese aggredito.

Gli attacchi russi con droni su diverse città ucraine

Nella notte tra sabato e domenica 5 ottobre, l’esercito russo ha lanciato ondate di droni contro diverse località dell’Ucraina, provocando allarmi aerei in numerose regioni. A Zaporizhzhya un attacco combinato di droni e aerei ha ucciso una persona e ferito almeno otto civili, danneggiando infrastrutture e interrompendo le forniture di acqua ed elettricità. Colpite anche Kiev, Dnipro e Odessa, mentre l’aeronautica ucraina ha annunciato di aver abbattuto 73 droni, dato non verificabile in modo indipendente.

Allerta in Polonia e timori per nuovi raid

Le forze ucraine hanno avvertito del rischio di missili da crociera russi dopo il decollo dei bombardieri strategici Tupolev Tu-95. In risposta all’intensificarsi degli attacchi, la Polonia ha fatto decollare caccia militari per proteggere il proprio spazio aereo e ha messo in stato di allerta l’intero sistema di difesa nazionale, con il supporto dei velivoli NATO presenti sul suo territorio.