Uova lanciate contro la sede e cori offensivi all’indirizzo della sede di Pro Vita & Famiglia: è quanto accaduto in viale Manzoni a Roma, durante la sfilata di una parte dei partecipanti al corteo Pro Pal del 3 ottobre. Secondo quanto denunciato dalla onlus, un gruppo di manifestanti, identificati come militanti del Partito Democratico e della CGIL, avrebbe preso di mira l’edificio mentre si dirigeva verso la manifestazione pro-Palestina organizzata in città.
Uova e cori contro Pro Vita a Roma: “Attacco politico, è il 18° in 4 anni”
Secondo quanto denunciato dalla onlus, un gruppo di manifestanti, identificati come militanti del Partito Democratico e della CGIL, avrebbe preso di mira l’edificio mentre si dirigeva verso la manifestazione pro-Palestina organizzata in città.
“Pro Vita, Pro Vita, vaffa…” sarebbe stato uno degli slogan urlati dai partecipanti, mentre lanciavano le uova contro la facciata della sede. L’associazione ha definito l’accaduto un atto vandalico motivato da odio politico, l’ennesimo di una lunga serie: il diciottesimo in quattro anni.
“Che si tratti di manifestare per l’ambiente, la pace o contro la violenza di genere, per la sinistra ogni occasione sembra buona per aggredirci. Questa escalation deve finire”, ha dichiarato il presidente di Pro Vita, Antonio Brandi.
La onlus ha chiesto pubblicamente una condanna dell’episodio da parte della segretaria del PD Elly Schlein e del leader della CGIL Maurizio Landini, sottolineando come fossero ben visibili bandiere di entrambe le sigle tra i partecipanti al corteo.
L’appello a Piantedosi
Rivolgendosi inoltre al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’associazione ha ribadito la richiesta di innalzare le misure di sicurezza, per proteggere le sedi e garantire “la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero, oggi minacciata anche in Italia”.
Pro Vita ha ricordato infine di aver già lanciato una petizione popolare dopo l’omicidio negli Stati Uniti dell’attivista pro-life Charlie Kirk, raccogliendo oltre 20.000 firme in pochi giorni per chiedere attenzione e tutela nei confronti di chi promuove idee impopolari o minoritarie nel dibattito pubblico.

















