L’allenatore di basket aveva già una condanna passata in giudicato quando avrebbe cercato di molestare e abusare di due suoi allievi, adolescenti. Ora per l’allenatore che, ha lavorato a lungo in una palestra a Roma nord, è arrivata la richiesta di condanna.
L’allenatore, già condannato in via definitiva nel 2015 per violenze su minori, era accusato di nuovi episodi avvenuti tra il 2020 e il 2023
Una richiesta di condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione è stata avanzata oggi dalla Procura di Roma nei confronti di un ex allenatore di basket di 57 anni, accusato di abusi sessuali su due giovani atleti, entrambi minorenni all’epoca dei fatti.
La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Carlo Villani, al termine della requisitoria nel processo in corso con rito abbreviato.
Secondo l’accusa, gli episodi contestati sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2023, durante trasferte in Italia e all’estero, quando l’uomo ricopriva il ruolo di allenatore e aiuto allenatore all’interno della società sportiva Stella Azzurra, a Roma nord. In almeno un caso, una delle vittime sarebbe stata minacciata di esclusione dagli allenamenti in caso di denuncia.
Già condannato per episodi simili
L’indagato era già stato condannato in via definitiva nel 2015 per fatti analoghi avvenuti in Umbria e legati al contesto sportivo. In seguito a quella condanna, era stato radiato dalla Federazione Italiana Pallacanestro.
Arrestato nel febbraio 2023 al rientro da un viaggio all’estero, l’uomo si trovava nella foresteria della società dove, secondo le indagini, avrebbe invitato alcuni minori con il pretesto di offrire massaggi terapeutici (pur non avendo qualifiche) o discutere di schemi di gioco.
Indagini partite da segnalazioni interne
Le indagini della Squadra Mobile erano partite nel 2020, dopo la segnalazione di alcuni collaboratori della Stella Azzurra, preoccupati per il comportamento dell’allenatore nei confronti di giovani cestisti, anche sotto i 14 anni.
Durante le attività investigative sarebbero emerse testimonianze di minacce e pressioni nei confronti dei ragazzi, tra cui la frase: “Chi si rifiuta o denuncia non giocherà più”. Le verifiche della Procura proseguono per accertare l’eventuale esistenza di altri episodi.

















