Un ex bene della criminalità organizzata si trasforma in un baluardo sociale: il Consiglio del Municipio VI di Roma ha approvato, con un’ampia maggioranza, la Risoluzione n. 52 che destina un immobile confiscato in via Arischia, zona Lunghezza, alla realizzazione della “Casa dei Papà”.
Da bene confiscato alla criminalità organizzata a luogo di speranza: il Municipio VI di Roma approva la Casa dei Papà per padri separati
Si tratta di una risposta concreta e ad alto valore simbolico all’emergenza dei padri separati o divorziati che, in seguito alla perdita della casa coniugale, si trovano in uno stato di grave povertà abitativa ed esclusione sociale.
Il dibattito consiliare, culminato nella seduta del 25 settembre, ha acceso i riflettori su una fascia di popolazione in crescita e spesso invisibile: i “nuovi poveri” colpiti dalla crisi familiare.
La Risoluzione riconosce che questi cittadini, stretti tra gli oneri di mantenimento dei figli e l’impossibilità di accedere a un nuovo alloggio, necessitano di un sostegno temporaneo per il reinserimento sociale e lavorativo.
La futura “Casa dei Papà” non sarà solo un rifugio, ma un vero e proprio progetto di autonomia, pensato per tutelare anche il diritto alla genitorialità, offrendo ai padri uno spazio dignitoso dove poter incontrare e ospitare i propri figli.
Approvazione trasversale e l’impegno dell’Amministrazione
L’iniziativa ha ricevuto il via libera da ben due Commissioni, Politiche Sociali e Patrimonio, che hanno espresso parere favorevole il 15 settembre, sottolineando il duplice beneficio: restituire alla collettività un immobile sottratto all’illegalità e colmare un vuoto nell’offerta di servizi sociali.
L’atto impegna il Presidente del Municipio e l’Assessore competente a muoversi rapidamente: l’obiettivo è pubblicare un avviso pubblico, potenzialmente tramite project financing, per affidare a enti del Terzo Settore qualificati la riqualificazione dell’immobile e la gestione del servizio.
La votazione finale ha registrato un consenso quasi unanime: 15 voti a favore e un solo voto contrario (del capogruppo del M5S Filipponi). Il risultato riflette una consapevolezza condivisa dell’urgenza del problema.
Ora l’attenzione si sposta sull’Amministrazione, chiamata a garantire trasparenza e un rapido avvio di questa iniziativa che promette di diventare un modello di integrazione sociale nella periferia romana.
















