Il liceo classico Cavour di Roma è ufficialmente occupato. Nella mattinata di oggi, lunedì 29 settembre, nel cuore del centro storico capitolino, gli studenti hanno preso possesso dell’istituto con striscioni, fumogeni e slogan, trasformando le aule in spazi di dibattito e lotta politica.
Gli studenti del liceo Cavour: “È il momento di mobilitarsi per Gaza”. Roma teatro di cortei, presìdi e proteste in vista della manifestazione nazionale del 4 ottobre
“Occupiamoci della scuola, il tempo di mobilitarsi è ora: per la Palestina, per la Global Flotilla, contro il governo Meloni complice”, è il messaggio con cui è iniziata una nuova settimana di mobilitazione giovanile.
La decisione è arrivata all’indomani di un’assemblea molto partecipata tenutasi a Villa Celimontana, dove studenti di diverse scuole si sono ritrovati per confrontarsi sulla situazione in Palestina e sul ruolo che il mondo della scuola può e deve avere in questa fase storica.
Il liceo Cavour si aggiunge così alla lista degli istituti occupati a Roma, seguendo l’esempio del Cine-Tv Rossellini, che la scorsa settimana aveva aperto la stagione autunnale delle occupazioni studentesche.
Gli striscioni e i fumogeni
All’esterno del Cavour sono apparsi striscioni a sostegno della causa palestinese, mentre i primi momenti dell’occupazione sono stati accompagnati da fumogeni rossi e verdi – colori simbolo della resistenza palestinese – e cori scanditi al megafono contro il governo italiano e le sue scelte in politica estera. Il presidio fuori dalla scuola ha attirato l’attenzione anche di passanti e residenti, molti dei quali hanno espresso solidarietà.
Una Roma attraversata dalla protesta

Il fermento che ha toccato il Cavour è solo uno dei tanti segnali di un’ondata di mobilitazioni che coinvolge tutta Roma. Da settimane la città è attraversata da manifestazioni di quartiere, presidi permanenti e cortei in solidarietà con il popolo palestinese. In piazza dei Cinquecento, a pochi metri dalla stazione Termini, un presidio fisso promosso dal sindacato USB è ormai diventato punto di riferimento per attivisti e cittadini.
L’ultima manifestazione in ordine di tempo si è svolta domenica pomeriggio a Monteverde: centinaia di persone – tra cui molti studenti – hanno sfilato da piazzale Quattro Venti fino al Gianicolo, tra cori, bandiere e fumogeni accesi. Il corteo, pacifico, ha visto la partecipazione di famiglie, collettivi e abitanti del quartiere, tutti uniti sotto lo striscione “Monteverde Antifascista”.
Verso l’1 e il 4 ottobre: attesa e tensione
I prossimi giorni si annunciano ancora più caldi. L’1 ottobre è prevista una nuova “mobilitazione di quartiere” nel rione San Lorenzo, mentre l’attenzione massima è riservata al 4 ottobre, quando a Porta San Paolo si terrà la manifestazione nazionale per la Palestina. Sono attese migliaia di persone da tutta Italia, e il Viminale è già al lavoro per predisporre le misure di sicurezza.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha in programma diversi incontri con il Prefetto Giannini e il Questore Massucci per prevenire possibili tensioni o infiltrazioni. L’obiettivo è garantire il diritto a manifestare senza degenerazioni, come già avvenuto in occasione del corteo del 22 settembre, durante il quale – a differenza di altre città – non si sono verificati scontri con le forze dell’ordine.
Scioperi e caos nei trasporti
A complicare ulteriormente la situazione romana saranno gli scioperi del trasporto ferroviario previsti per il 2 e 3 ottobre. Il personale del Gruppo FS incrocerà le braccia, con ripercussioni previste soprattutto sui treni regionali. Pendolari e turisti rischiano di trovarsi di nuovo in difficoltà, in un contesto in cui la città sembra vivere una vera e propria “agitazione permanente”.




















