Sembrava un normale sportello bancomat, come quelli che milioni di persone usano ogni giorno. In realtà, dietro quella finta normalità si nascondeva una trappola hi-tech capace di rubare i dati delle carte di pagamento e i codici Pin degli utenti. La truffa è stata scoperta nel cuore di Roma, in via di Pietra, a due passi da via del Corso, grazie all’occhio attento dei carabinieri della Stazione di San Lorenzo in Lucina.
Dispositivo nascosto sul bancomat registrava dati e Pin: truffatore colto sul fatto dai carabinieri
I militari, durante uno dei controlli quotidiani nel centro storico, hanno notato qualcosa di strano su uno sportello ATM: un lettore di carte posticcio, perfettamente integrato ma chiaramente sospetto. Era uno skimmer, un dispositivo elettronico progettato per leggere e salvare i dati contenuti nella banda magnetica delle carte. Accanto a questo, una microcamera nascosta, puntata sulla tastiera per registrare i codici PIN digitati dalle vittime ignare.
A quel punto, i carabinieri hanno deciso di aspettare. Poco dopo, un uomo – che poi si è rivelato un 58enne bulgaro – si è avvicinato allo sportello e ha cercato di recuperare il dispositivo.

È stato bloccato sul fatto, mentre smontava lo skimmer: in quel momento si è capito che non era un furto d’impulso, ma un’operazione ben organizzata, frutto di una preparazione tecnologica avanzata.
La perquisizione
La perquisizione successiva ha confermato i sospetti: nell’abitazione dell’uomo sono stati trovati sette micro card, alcune contenenti filmati dei prelievi effettuati, carte di credito non intestate, una microcamera, uno smartphone e persino un passaporto falso. Tutto materiale legato a un’attività sistematica di raccolta e clonazione di dati bancari.
Secondo gli inquirenti, lo scopo era replicare le carte rubate per effettuare transazioni illecite o prelievi in altri Paesi, rendendo difficile risalire ai responsabili. Le indagini ora puntano a verificare l’estensione della truffa e a individuare eventuali complici o una rete internazionale alle spalle dell’uomo arrestato.
L’arrestato si trova ora nel carcere di Regina Coeli, in attesa della convalida. Le accuse ipotizzate sono pesanti: detenzione e installazione abusiva di apparecchiature atte a intercettare comunicazioni informatiche, falsificazione di strumenti di pagamento e possesso di documenti falsi.
Occhio al bancomat
L’invito delle forze dell’ordine, nel frattempo, è alla massima attenzione: prima di inserire la carta in uno sportello, è sempre utile controllare che non ci siano parti sospette, componenti mobili o fessure anomale. Spesso, la truffa è invisibile a occhio nudo – ma dietro può nascondersi un furto digitale con conseguenze serie.


















