Casa della Cultura di Ostia, dalle parole si passi ai fatti

La città chiede tempi certi e informazioni precise sul progetto di trasformazione dell'ex mercato San Fiorenzo in Casa della Cultura

Nella foto la Casa della Cultura chiusa

Una seduta straordinaria del Consiglio Municipale non è bastata a dirimere le nebbie che avvolgono il piano di trasformazione dell’ex mercato di San Fiorenzo in Casa della Cultura di Ostia. La maggioranza politica fa promesse, l’opposizione chiede dati precisi e tempi certi.  Solo dopo l’assemblea il mini-sindaco, Mario Falconi, attraverso una nota, si è sbilanciato: “Entro il prossimo 31 dicembre sarà completata la fase progettuale.

La città chiede tempi certi e informazioni precise sul progetto di trasformazione dell’ex mercato San Fiorenzo in Casa della Cultura

Nel corso del Consiglio Municipale si è concordato unanimamente che non si tratta solo di recuperare un edificio, ma di costruire un luogo realmente vivo e inclusivo, capace di offrire attività culturali pubbliche, gratuite o a costi accessibili. Il progetto vuole guardare con particolare attenzione alle esigenze dei giovani del Municipio, offrendo loro un presidio sociale, artistico e aggregativo vicino casa.

Pertanto, circa un mese dopo le dichiarazioni ufficiali di fine agosto 2025 da parte di Roma Capitale, è necessario fare il punto su tempi e modalità di apertura del cantiere e di fissare le regole legate alla gestione. Nelle dichiarazioni di Falconi, quello spazio sarà pensato come laboratorio culturale permanente, con iniziative, momenti di confronto, mostre e eventi comunitari volti a stimolare la partecipazione cittadina.

In questa prospettiva, la scadenza del 31 dicembre, promessa dal mini-sindaco di Ostia, appare come un impegno politico preciso: completare la progettazione significa poter accedere alle fasi successive visto che molti progetti di rigenerazione locale restano spesso bloccati proprio nella fase preliminare.

E’ pensiero comune che il coinvolgimento dei giovani sia uno dei punti cardine: lo spazio dovrà essere capace di attirare e trattenere energia creativa, favorendo iniziative che altrimenti, in mancanza di strutture, resterebbero disperse. Un luogo dove esercitare idee, sperimentare, incontrarsi, confrontarsi. Purchè resti aperto alla città, senza ideologie o schieramenti preconcetti. Insomma, che la Casa della Cultura non si trasformi in un Centro Sociale ma un luogo dove possano circolare liberamente idee, senza pregiudizi e schieramenti di parte.

La disponibilità dei fondi necessari

Al momento manca una stima esauriente riguardo ai costi per adeguare l’ex mercato San Fiorenzo a Casa della Cultura. Nell’aggiustamento di bilancio di agosto scorso, è emerso che il Campidoglio destinerà un milione di euro per l’opera. Aspetto che è stato ribadito nel corso del Consiglio Municipale di giovedì 25 settembre.

Stando così le cose, verrebbe meno l’impegno assunto dalla Regione Lazio di erogare i fondi necessari da dirottare per altri progetti, come spiegano i consiglieri comunali di FdI, Mariacristina Masi e Stefano Erbaggi, che però attendono una comunicazione ufficiale. “Abbiamo appreso, nel corso del Consiglio Straordinario del X Municipio dedicato alla Casa della Cultura, che Roma Capitale avrebbe deciso di riqualificare l’ex Mercato San Fiorenzo interamente con propri fondi – dicono – A questo punto riteniamo necessaria la massima chiarezza. Innanzitutto va smentito che la Regione Lazio abbia stralciato il progetto dai fondi delle strategie per Ostia: la Casa della Cultura, infatti, era inserita nella seconda tranche dei finanziamenti previsti all’interno delle strategie territoriali. Chiediamo quindi di sapere se corrisponde al vero che Roma Capitale abbia scelto di destinare direttamente risorse proprie al progetto e alla sua realizzazione. Questo consentirebbe di valutare l’utilizzo di ulteriori fondi su altri interventi prioritari, evitando così ulteriori ritardi.

La confusione di questi giorni non giova né alla città né ai cittadini, che hanno diritto ad avere informazioni corrette e tempi certi– concludono Masi ed Erbaggi – La Casa della Cultura, pensata come un polo pubblico di alto livello e aperto alle realtà territoriali, è un progetto condiviso e sentito da tutti. Proprio per questo chiediamo un impegno concreto e trasparente, affinché non vada sprecata un’occasione importante per il nostro territorio“.

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