A Roma torna al centro dell’attenzione il delicato caso della piccola Stella, una bambina affetta da una rara malattia genetica multiorgano. Il Tribunale ha disposto il suo allontanamento dalla madre e il collocamento in una casa famiglia, ma la decisione ha sollevato profonde preoccupazioni da parte dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni.
I risultati della perizia sulla piccola Stella, confermano i timori dell’Autorità garante dell’Infanzia: la parola passa al Tribunale
La piccola è affetta dalla sindrome di Fabry, rara malattia genetica multiorgano, e potrebbe subire gravi conseguenze sanitarie in caso di allontanamento dalla madre.
E’ quanto emerso dalla perizia disposta dal Tribunale, che conferma i timori dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni: lo stress emotivo potrebbe compromettere la gestione della malattia e ridurre l’aspettativa di vita.
Già il 27 maggio scorso, infatti, il Garante aveva inviato una lettera al Tribunale chiedendo di valutare attentamente le implicazioni sanitarie di un eventuale trasferimento.
La perizia medica conferma i timori: rischio reale per la salute
E così in queste ore, le preoccupazioni espresse dall’Autorità sono state pienamente confermate dalla perizia del consulente tecnico d’ufficio (Ctu) incaricato dal Tribunale.
Un documento, che sottolinea come eventi traumatici o stressanti di natura emotiva, pur non avendo un legame diretto causa-effetto con la progressione della malattia, possono peggiorarne indirettamente il decorso, aumentando il rischio di complicanze e riducendo l’aderenza alle terapie.
Per i pazienti con sindrome di Fabry, la mancata aderenza ai trattamenti è particolarmente pericolosa: può accelerare la perdita irreversibile delle funzioni di organi vitali, aumentare il rischio di malattia renale cronica, complicanze cardiache ed eventi cerebrovascolari, e ridurre significativamente l’aspettativa di vita.
Stress e cambiamenti ambientali come fattori aggravanti
Secondo la perizia, l’allontanamento dall’ambiente familiare abituale, pur non accelerando direttamente la progressione biologica della malattia, può costituire un fattore di rischio indiretto. Il trasferimento in una struttura, infatti, potrebbe generare uno stress significativo per la bambina, influendo negativamente sulla gestione clinica e sulla sua qualità di vita complessiva.
La replica del Garante e la polemica sul ruolo dell’Autorità
Durante un convegno al Senato sul “rifiuto genitoriale”, l’avvocato Mirella Zagaria ha criticato l’operato del Garante, sostenendo che l’Autorità avrebbe “interferito” chiedendo la sospensione dell’esecuzione del provvedimento.
Accuse respinte con forza da Marina Terragni che le ha definite “Gravi e infondate”. “Non abbiamo mai chiesto la sospensione – ha chiarito – ci siamo limitati a segnalare il rischio sanitario e a sollecitare approfondimenti medici per tutelare la salute di Stella, dovere imprescindibile del nostro mandato”.
A luglio la sospensione del trasferimento in casa famiglia
A fine luglio 2025, il Tribunale di Roma aveva sospeso il provvedimento che prevedeva l’allontanamento della bimba di 5 anni, dal suo quartiere di Monteverde. La bambina poteva restare con la madre, in attesa di accertamenti medici legati alla malattia della piccola.
Oltre alla solidarietà dei condomini, che a marzo era insorti contro i servizi sociali arrivati a prelevare la piccola, la determinazione familiare e le numerose proteste pubbliche, anche la deputata parlamentare Stefania Ascari aveva portato il caso in Parlamento con due interrogazioni e conferenze stampa, denunciando l’ingiustizia e affermando il diritto di ogni bambino a crescere in un ambiente sicuro, ascoltato e amato.
La parola torna al Tribunale di Roma
Sul caso di Stella ora, con la perizia che ha confermato i timori fondati dell’Autorità sul collocamento in casa famiglia, la parola torna al Tribunale di Roma, chiamato a valutare le conclusioni degli esperti e a decidere tenendo conto, prima di tutto, del superiore interesse della minore e della sua fragile condizione sanitaria.


















