Una madre disperata cerca testimoni che abbiano assistito alla caduta dovuta alla frenata improvvisa di un convoglio della Metromare responsabile della frattura del femore di uno dei suoi figli piccoli.
Una brusca frenata sulla Metromare avrebbe causato seri danni fisici a un bambino che viaggiava sul treno con la madre che cerca testimoni
L’incidente sarebbe avvenuto a bordo di un treno della Roma Lido, partito lo scorso 2 agosto alle 20.27 dalla stazione Lido Centro in direzione di Porta San Paolo. Alle 20.40 lo stridio dei freni e la caduta a terra del bambino poi ricoverato in ospedale per la frattura del femore.
Secondo il racconto della donna che si chiama Nella Squicci “una brusca e violenta frenata ha fatto perdere l’equilibrio al bambino che ha 3 anni, facendolo cadere rovinosamente a terra. A seguito dell’incidente, il piccolo non è più in grado di camminare”.
“Scrivo con il cuore e con rispetto -ha aggiunto la donna- non ho premuto il pulsante di emergenze perché avevo mio figlio in braccio e la gente attorno ci ha aiutati come poteva“.
La situazione si è complicata quando la madre ha cercato di ottenere un riscontro ufficiale di quanto accaduto dalla società di gestione dell’infrastruttura Cotral.
Nel momento del caos, la donna sarebbe rimasta sola con i bambini, nonostante l’aiuto ricevuto dai presenti per scendere dal treno una volta arrivati a Porta San Paolo.
“Appena scesi dal convoglio ho parlato con tre guardie, il macchinista e un addetto in maglietta rossa -ha aggiunto la donna- tutti hanno visto mio figlio ma nessuno ha chiamato l’ambulanza. Abbiamo deciso di andare subito al pronto soccorso perché era più rapido che aspettare“.
L’azienda, sempre a detta della donna, infatti avrebbe negato che sul treno ci sarebbe stata una frenata anomala “rifiutandosi di mostrare le riprese delle telecamere di sicurezza, sostenendo di non poterlo fare senza la testimonianza di persone esterne e indipendenti”.
Ma, sostiene Nella Squicci “nei referti medici c’è scritto che la frattura è dovuta a una frenata improvvisa. I medici l’hanno paragonata a un incidente stradale e mio figlio è volato di oltre un metro e mezzo“.
“Nella stessa settimana ho fatto denuncia ai carabinieri e abbiamo mandato Pec a tutte le autorità competenti. Cotral e l’assicurazione ci hanno risposto solo ‘nessuna responsabilità’ e nessuna responsabilità. Se qualcuno pensa che lo facciamo per soldi si sbaglia -incalza la madre di famiglia- nessuna mamma accetterebbe di vedere il proprio figlio così, nemmeno per un milione di euro“.
“Il risarcimento serve solo a coprire le spese e i debiti per le cure. Eravamo una famiglia elice stavamo tornando dal mare e in un minuto tutto è cambiato. Chiediamo giustizia non solo per lui ma per tutti quei bambini e gli anziani che viaggiano su quel treno e non riescono a reggersi“.
L’appello è rivolto a chiunque fosse presente su quel convoglio o in stazione all’orario indicato e possa ricordare la frenata improvvisa o l’assistenza offerta alla donna e ai suoi figli. Chi avesse informazioni utili in merito può contattare il numero 06/5583280.
“La vostra testimonianza può fare la differenza“, invoca la donna anche perché la ricerca di testimoni è l’unica strada rimastale per fare luce sull’incidente.
L’invocazione ha suscitato commenti indignati, ma anche suggerimenti da parte di chi ritiene di poter dare consigli utili all’acquisizione di immagini che consentano di ricostruire quanto accaduto. Per esempio chiedendole anche ad Atac che gestisce il servizio di trasporto pubblico della metro B che transita nella stessa stazione di San Paolo e potrebbe aver registrato altri video utili per una richiesta di risarcimento.
L’acquisizione delle riprese è inoltre subordinata al limite dei termini fissati dalla legge oltre i quali le registrazioni, in virtù dei limiti fissati dalla normativa in materia di tutela della privacy, devono essere cancellate.
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