La ASL Roma 3 è al centro di una situazione di forte criticità: le società che svolgono il servizio di vigilanza fiduciaria negli ambulatori — in questo caso il Consorzio Sorgi e la “Sistemi di Sicurezza” — non hanno ancora ricevuto il pagamento di sette fatture dalla Regione Lazio tramite l’ASL, il che significa che i lavoratori sono senza stipendio.
Ritardo nel pagamento delle fatture da parte della Regione Lazio. I lavoratori della vigilanza negli ambulatori rischiano scioperi se non arrivano gli stipendi
Nonostante il mancato pagamento, gli operatori continuano a svolgere regolarmente il loro lavoro: aprono i presidi medici 10-15 minuti prima, garantendo la vigilanza e l’accesso alle strutture, come se nulla fosse cambiato. Ma la tensione cresce, perché non si sa quanto ancora potranno reggere e sono senza stipendio anche i lavoratori rimasti senza stipendio presso le strutture delle ASL.
La società Sistemi di Sicurezza Srl che dovrebbe dare esecuzione ai servizi da parte del consorzio Sorgi, afferma di non poter pagare i lavoratori a causa del ritardo da parte delle ASL nel pagare le fatture.
A parlare è Riccardo Marinelli, coordinatore aziendale e dirigente sindacale dell’UGL Roma e Lazio, che dichiara: “I lavoratori devono essere pagati, senza scuse. Non possiamo continuare a garantire un servizio essenziale senza avere certezze sugli stipendi. Se la situazione non si risolve, saremo costretti a intraprendere azioni di protesta, inclusi scioperi nelle postazioni presidiate e a raccontare la situazione all’opinione pubblica.”
Se non si interviene in tempi rapidi, il rischio è che alcuni ambulatori non possano aprire regolarmente o che la vigilanza venga sospesa, creando disagi non solo per il personale ma anche per i cittadini che si recano alle cure.
Strutture sanitarie, pazienti, ma anche il rispetto delle norme di sicurezza potrebbero essere compromessi.
Il nodo vero sembra essere la Ragioneria della Regione Lazio, che non ha ancora autorizzato lo sblocco dei fondi necessari per saldare le fatture e comunque, si sta assistendo a un classico gioco dello “scarica barile”.
Le imprese coinvolte (Consorzio Sorgi, Sistemi di Sicurezza) si trovano in difficoltà economica, visto che il loro credito nei confronti della ASL non è stato coperto.
I sindacati chiedono trasparenza e un intervento immediato: che la Regione e la ASL Roma 3 si facciano carico del problema, che la Ragioneria dia via libera ai pagamenti, che gli operatori vengano messi in condizione di essere stipendiati nei tempi dovuti.
Nel frattempo, i lavoratori mantengono la loro presenza e il loro impegno: nonostante incertezze e mancati pagamenti, continuano a essere al servizio dell’utenza, anche se la situazione potrebbe degenerare presto se non arriva una risposta concreta.
















