No al parcheggio P2, distrugge un polmone verde. I Comitati di quartiere e le associazioni ambientaliste, tra cui il Comitato Pendolari della Roma-Lido, WWF Litorale Laziale, Italia Nostra Roma e Legambiente Litorale Romano, tornano a esprimere forte preoccupazione per il progetto del parcheggio “P2” previsto nell’area verde di Acilia Sud, tappa della metromare, che comporterebbe l’abbattimento di circa 100 alberi.
Mentre il Municipio difende il progetto P2, i comitati lo definiscono un intervento inutile: ‘Il parcheggio distrugge un polmone verde, ci sono soluzioni migliori”
In una nota congiunta, le realtà locali replicano alle recenti dichiarazioni del Presidente del X Municipio Mario Falconi, chiedendo chiarezza e un vero confronto sul progetto che, a loro avviso, presenta gravi criticità sia dal punto di vista ambientale che tecnico.
I nodi critici del progetto P2
I Comitati precisano che la responsabilità del progetto ricade sul Comune di Roma, e in particolare sull’assessora Ornella Segnalini. Proprio per questo, già lo scorso 9 settembre è stata inviata una richiesta formale per l’apertura di un tavolo di confronto presso l’assessorato competente.
I fondi non sono PNRR
Contrariamente a quanto dichiarato pubblicamente, i fondi destinati alla realizzazione dei parcheggi P1 e P2 non provengono dal PNRR, ma da finanziamenti giubilari e da risorse comunali. Non esiste, quindi, alcun rischio di perdere i fondi per via di scadenze europee o giubilari.
Il vero ostacolo, evidenziano i Comitati, è la realizzabilità del progetto stesso, con una previsione di lavori per 16 mesi, durante i quali la stazione resterebbe difficilmente accessibile e verrebbero eliminati 100 posti auto già esistenti.
Un progetto vecchio e superato
Il parcheggio P2 si basa su un vecchio Programma di Recupero Urbano risalente a oltre vent’anni fa. La sua attuazione comporterebbe la distruzione di un boschetto urbano prezioso per il quartiere, con l’abbattimento di circa 100 alberi maturi.
Una scelta in contrasto con le stesse delibere approvate negli ultimi anni, sia a livello comunale (Delibera di Giunta 2021) che municipale (Delibera X Municipio 2022), le quali indicavano come alternativa preferibile l’area sotto il Viadotto Zelio Nuttal per realizzare un nodo di scambio.
Distanze imprecise
Secondo i Comitati, anche le distanze indicate dal Presidente Falconi sarebbero scorrette: l’area verde interessata dal progetto non dista 500 metri dalla stazione, ma appena poco più di 200 metri.
“Abbattere un bosco maturo non è riforestazione”
Le associazioni sottolineano come sia inaccettabile giustificare l’abbattimento di un bosco urbano promettendo nuove piantumazioni: secondo la relazione agronomica, gli alberi sostitutivi raggiungerebbero la maturità solo tra 20 o 30 anni.
Un’attesa che, dopo anni di riforestazioni fallite nel Municipio, non convince né i cittadini né gli esperti.
Un appello al dialogo: “Le alternative esistono”
I Comitati e le associazioni affermano di aver già presentato soluzioni alternative concrete, sostenibili e prive di impatti ambientali, che migliorerebbero realmente la mobilità nel quartiere senza compromettere il verde esistente.
Chiedono quindi un confronto aperto con l’amministrazione, mettendo in guardia da decisioni unilaterali che rischiano di cancellare un patrimonio ambientale senza ritorno. “Una politica illuminata ascolta e dialoga. Chiediamo solo trasparenza e rispetto per il territorio. Non si possono ripetere errori già commessi altrove.”

















