Aggressione omofoba al ragazzo col ventaglio: i carabinieri risalgono a una baby gang

Cinque o sei giovanissimi tra i 16 e i 18 anni, ripresi dalle telecamere dopo l'aggressione omofoba nel centro di Roma: incastrati dai video e ora vicini all’identificazione

Alessandro Ansaldo, la vittima dell'aggressione

Dopo l’aggressione omofoba avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 settembre nel cuore di Roma,i carabinieri stringono il cerchio attorno ai responsabili. Alessandro Ansaldo, 25 anni, è stato insultato, picchiato e lasciato a terra con costole rotte e traumi al volto da un gruppo di adolescenti.

Cinque o sei giovanissimi tra i 16 e i 18 anni, ripresi dalle telecamere dopo l’aggressione omofoba nel centro di Roma: incastrati dai video e ora vicini all’identificazione

I carabinieri della compagnia Roma Centro, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, sono riusciti a individuare il branco: si tratterebbe di cinque o sei giovanissimi, tra i 16 e i 18 anni, tutti italiani, apparentemente senza precedenti penali.

Una violenza gratuita in pieno centro

Il pestaggio è avvenuto poco dopo le 2 del mattino in Corso Vittorio Emanuele II, nei pressi di largo Argentina. Alessandro stava rientrando a casa quando è stato notato dal gruppo. Aveva in mano un ventaglio, e questo è bastato a scatenare l’odio.

Prima gli insulti omofobi, poi gli sputi, infine l’aggressione fisica: due giovani lo hanno colpito con pugni in volto e sulla testa, mentre gli altri ridevano e assistevano.

Mi hanno urlato f…o di m…a, mi hanno sputato addosso. Io ho cercato di difendermi, ho chiesto se si sentivano uomini veri in due contro uno”, ha raccontato Alessandro, che ha avuto il coraggio di denunciare tutto pubblicamente e di lanciare un appello ai testimoni. Almeno tre persone avrebbero assistito alla scena, forse filmandola. Ma, secondo il racconto della vittima, sarebbero state minacciate di non divulgare i video.

Baby gang in fuga, ma ripresa dalle telecamere

Dopo il pestaggio, i ragazzi si sono allontanati a piedi per le vie del centro storico, passando da corso Vittorio Emanuele fino a piazza Venezia, poi verso il Lungotevere. Una passeggiata che si è rivelata decisiva per le indagini: numerose telecamere hanno ripreso il gruppo da varie angolazioni.

I carabinieri hanno analizzato decine di filmati per ricostruirne gli spostamenti e arrivare alla loro individuazione.

Al momento, l’identificazione ufficiale è in corso. Sarà decisivo anche il contributo di Alessandro, che ha già dichiarato di poter riconoscere i suoi aggressori. Essendo per lo più minorenni, gli autori dell’aggressione verranno eventualmente segnalati alla Procura dei minori.

Allarme omofobia nella Capitale

L’episodio ha suscitato un’ondata di indignazione. L’assessora alle Pari Opportunità di Roma, Monica Lucarelli, ha espresso solidarietà alla vittima, mentre il Gay Center ha lanciato l’allarme: nei giorni precedenti all’aggressione ad Alessandro, ci sarebbero stati almeno altri tre episodi simili ai danni di giovani o coppie LGBTQ+.