Rinascono i due chioschi storici della spiaggia di Capocotta, le eredi di “Dar Zagaja” ora Zeta Beach e il Mecs Village. Sono finiti i lavori per la ricostruzione dei chioschi secondo i progetti impartiti dal Campidoglio.
Ricostruiti e riaperti i due chioschi storici della spiaggia di Capocotta: nuova veste per “Dar Zagaja” e Mecs Village
I frequentatori di quel tratto di duna mediterranea che attendevano con ansia di poter veder concluso l’iter avviato lo scorso anno dal Comune di Roma per ridare vita a strutture storiche dell’arenile di Castel Porziano hanno potuto constatare che questo lungo iter si è finalmente concluso.
Il Zeta beach (ed ex Settimo Cielo) che era stato demolito dopo aver subito l’azione devastante delle mareggiate ha apparecchiato i tavolini e riaperto le cucine sotto la guida delle figlie di Gaspare Viti, noto come er Zagaja, pioniere di Capocotta.
Un primo traguardo tagliato al termine di un itinerario amministrativo durato un anno e tre mesi e che, nel mese di marzo scorso, aveva superato un’altra importante tappa con l’aggiudicazione dei due chioschi per una durata di sei anni.
Il Comune di Roma ha così permesso la ricostruzione di due strutture che vanno ora ad affiancarsi a quelle già operative sull’arenile prospiciente alla tenuta di Capocotta, vale a dire Mediterranea e Porto di Enea. Si attende ora la conclusione della ricostruzione dell’Oasi Naturista.
Passaggi non facili perché nel caso del Settimo Cielo (oggi Zeta Beach) si è dovuto procedere, prima alla demolizione dei resti abusivi devastati dall’abbandono e alla sua ricostruzione.
Destino simile a quello del Mecs che era stato distrutto da un incendio, forse doloso, il 10 marzo del 2024 quando nel pomeriggio la struttura prese fuoco e richiese l’intervento di quattro squadre dei vigili del fuoco per estinguere le fiamme.
Quattro anni fa la stessa struttura fu vittima di un rogo divampato in piena notte. Un venerdì nero di novembre ben lontano dalla stagione estiva ma che in quell’occasione venne attribuito ad un corto circuito partito da un frigorifero interno alla struttura. Una versione che venne confermata anche da un custode.
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