Nasce il Tavolo sulla balneabilità del Tevere, ma Gualtieri e Rocca sono su due sponde opposte

Nasce il Tavolo sulla balneabilità del Tevere, i diretti interessati hanno visioni diverse sulla fattibilità e sulle tempistiche

Nasce un Tavolo istituzionale per studiare la balneabilità del Tevere. Una proposta partita dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e raccolta dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che sul tema restano comunque su due sponde opposte.

Nasce il Tavolo sulla balneabilità del Tevere, i diretti interessati hanno visioni diverse sulla fattibilità e sulle tempistiche

Gualtieri, fervido sostenitore della possibilità che il biondo fiume possa tornare ai fasti dei primi decenni del secolo scorso, quando lungo le rive del corso d’acqua erano attivi dei veri e propri stabilimenti balneari, ritiene che una volta realizzato il progetto renderà, tra l’altro, il mare di Ostia ancora più pulito.

Quella del Tevere balneabile è un’idea partita, con un po’ di invidia vedendo Parigi: ho chiesto ad alcuni scienziati e studiosi di approfondire il tema. Ho scoperto che siamo messi meglio di come era messa la Senna. Addirittura ci sono tratti in cui, in alcuni momenti, potrebbe già esserlo” ha affermato il primo cittadino.

La balneabilità non è progetto faraonico, ma che va fatto con una certa cura e accortezza. L’obbiettivo del Tavolo è di riuscire a capire dove sono gli scarichi abusivi e dove si può intervenire per ridurre gli indicatori per la balneabilità. Per il primo gruppo di esperti si potrà in 5 anni di qui la promessa fatta ai romani dal sindaco qualche giorno fa.

Appena apprese queste prime conclusioni ho chiamato Francesco Rocca e il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin – ha detto Gualtieri- chiedendo la costituzione di un tavolo per studiare la cosa e le misure che ad oggi ci sembrano sostenibili. Credo che se adottiamo il metodo giubileo della condivisione delle scelte istituzionali ci possa essere un risultato che tutti insieme possiamo conseguire. Io lo auspico e spero sia possibile”.

Dal canto suo, Rocca ha sposato la linea della prudenza. “Nessuno vuole il Tevere inquinato ma, non avendo tantissime risorse, dobbiamo darci delle priorità”.

A me interessa un Tevere che consenta il mantenimento della bellezza dei parchi d’affaccio, che consenta il ritorno di flora e fauna, che sia all’altezza della città di Roma”.

Staremo a vedere ciò che ci dice il tavolo: credo che i 5 anni comportino molto ottimismo da parte del sindaco, anche perché le risorse –conclude Rocca– sarebbero tali e tante che sarebbe meglio metterle su altro“.