Oltre duecento sacerdoti, provenienti da tutta Italia e da altre parti del mondo, hanno dato vita a una nuova rete dal nome forte e inequivocabile: “Preti contro il genocidio”. Una risposta concreta e collettiva all’orrore della guerra che da mesi sta devastando Gaza e le aree circostanti.
Preti uniti contro il genocidio a Gaza: nasce una rete internazionale, prima veglia il 22 settembre a Roma
La rete nasce da un’esigenza spirituale, ma anche profondamente umana e pastorale: non restare in silenzio di fronte alla sofferenza del popolo palestinese, soprattutto in un momento in cui l’escalation di violenza sembra non avere fine. “Come pastori, non possiamo tacere. Davanti all’orrore del genocidio che sta colpendo Gaza e il popolo palestinese, è nostro dovere prendere posizione”, scrivono i promotori, citando le parole di Papa Francesco: “La guerra è sempre una sconfitta, sempre.”
Veglia di preghiera a Roma il 22 settembre
Il primo appuntamento pubblico della rete sarà una veglia di preghiera in programma a Roma, domenica 22 settembre, a partire dalle ore 15. Un momento aperto a tutti, per pregare insieme, riflettere e lanciare un messaggio di pace e giustizia che parta dal cuore della Chiesa.
Non si tratta solo di un gesto simbolico: la veglia vuole essere un segno visibile di solidarietà con le vittime, e una denuncia profetica contro ogni forma di violenza, pulizia etnica e illegalità.
Gli obiettivi della rete “Preti contro il genocidio”
Il documento fondativo della rete articola con chiarezza i suoi intenti: promuovere una pace “disarmata e disarmante”, come ricordava Papa Leone XIII; dare voce alle vittime di Gaza e di ogni altro conflitto dimenticato, denunciando pubblicamente crimini di guerra, pulizia etnica e tutte le violazioni del diritto internazionale. Ma anche sostenere le comunità cristiane della Terra Santa.
Verità, giustizia e memoria
I sacerdoti della rete chiedono anche indagini indipendenti sui fatti del 7 ottobre 2023 e su tutti i crimini avvenuti nel contesto dell’occupazione israeliana, prima e dopo quella data. “Solo una pace fondata sulla verità e sulla giustizia potrà essere duratura e reale”, affermano. “Non vogliamo sostituirci alla diplomazia o alla politica. Ma come uomini di fede, come pastori, vogliamo offrire una voce diversa: quella del Vangelo, della legalità, della fraternità. Il silenzio, oggi, non è più un’opzione”.
Una rete aperta a tutti
“Preti contro il genocidio” è una rete in cammino, aperta al contributo di altri sacerdoti, religiosi, laici e comunità cristiane. L’invito è a unirsi, a partecipare, a non voltarsi dall’altra parte.
















