Pestaggio durante un controllo di polizia, arriva la condanna. Pierluigi Tarsia, poliziotto della Stradale, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi per lesioni e falso a seguito di un intervento del 2015 in cui un automobilista riportò ferite guaribili in quaranta giorni.
Il poliziotto è sotto processo anche per la morte di una 14enne, causata durante un inseguimento
La sentenza del tribunale monocratico di Roma ha appena riconosciuto che l’uomo fu picchiato durante il fermo, smentendo la versione fornita dal poliziotto e da tre suoi colleghi (condannati a 4 anni per il solo reato di falso).
Ma per Tarsia non è tutto: l’agente è anche imputato in un altro procedimento molto più grave, per omicidio stradale. Nel 2021, durante un inseguimento ad alta velocità a Roma, la volante guidata dal poliziotto si scontrò con l’auto di una famiglia sinti, causando la morte della quattordicenne Sheena Lossetto.
Il caso del pestaggio risale all’8 giugno 2015, in via Collatina, a Roma. Una pattuglia nota un’auto accostarsi a dei motociclisti in difficoltà. L’automobilista, un cinquantenne con precedenti, secondo gli agenti avrebbe avuto un atteggiamento sospetto. Lui sostiene invece di essersi solo fermato per aiutare.
Dopo essersi rifiutato di sottoporsi all’alcol test, viene portato in caserma: alla fine finisce in ospedale con lesioni gravi, tra cui la frattura dell’orbita oculare e ferite multiple.
Per la Procura è stato il polizioto Pierluigi Tarsia a colpirlo, mentre i colleghi avrebbero falsamente avallato la versione che il fermato si sarebbe ferito da solo durante l’arresto.
A rendere il caso ancora più delicato è un precedente ben più tragico che riguarda lo stesso agente.
L’inseguimento fuori controllo
Il poliziotto è infatti imputato in un processo per omicidio stradale, relativo a un incidente avvenuto il primo marzo 2021 su via di Salone.
Quella mattina, durante l’inseguimento di una Fiat Punto con a bordo due rapinatori, la volante guidata da Tarsia invase la corsia di marcia opposta, impattando frontalmente contro l’auto di una famiglia sinti di passaggio, i Lossetto. Morì Sheena, 14 anni, mentre il papà alla guida, la mamma e il fratello rimasero feriti gravemente. Stavano rientrando dopo aver comprato un paio di scarpe Nike per Sheena.
La Procura contesta all’agente di non aver rispettato le minime regole di prudenza, nonostante fosse in servizio d’urgenza. Per la difesa dell’agenre la manovra pericolosa sarebbe stata resa inevitabile. Il processo è inizato quest’anno, a quattro anni esatti dal fatto.
Il poliziotto è tuttora servizio e conta di poter chiarire entrambe le vicende giudiziarie.


















