L’ultimo capitolo nella sede dello IALS: sfratto eseguito, ma la speranza non muore

L'istituto IALS icona per i lavoratori dello spettacolo, è stato sgomberato: si cerca una nuova sede con il supporto un importante sponsor

Nella foto l'ingresso dello IALS - fonte social free

Lo IALS, l’istituto romano di danza per antonomasia, e icona per i lavoratori dello spettacolo, alla fine è stato sgomberato. Questa mattina alla porta del celebre punto di riferimento dei ballerini di Roma si è presentato puntuale l’ufficiale giudiziario, ma a quanto pare, dietro l’angolo, si sta già lavorando ad un accordo per una nuova sede, con il supporto di nuovi partner e di un importante sponsor.

L’istituto IALS icona per i lavoratori dello spettacolo, è stato sgomberato: si cerca una nuova sede con il supporto un importante sponsor

Questa mattina, alle 11:00, un pezzo di storia della cultura romana ha cessato di esistere nella sua forma attuale. Lo IALS (Istituto addestramento lavoratori dello spettacolo), storica scuola di danza fondata nel 1962 da Mimmo Del Prete, è stato formalmente sfrattato dalla sua sede in via Cesare Fracassini 60, nel quartiere Flaminio.

All’arrivo dell’ufficiale giudiziario, la serratura è stata cambiata alla presenza dei legali della scuola e della proprietà, concludendo così nel peggiore dei modi, un lungo capitolo per la scuola, punto di riferimento per generazioni di ballerini professionisti e amatoriali, che ha ospitato anche importanti confronti tra i lavoratori dello spettacolo. Lo sgombero è l’epilogo di una complessa vertenza, iniziata con la gestione delle precedenti amministrazioni e aggravatasi durante la pandemia di COVID-19.

La battaglia legale e i numeri che parlano

Lo sfratto, nonostante i tentativi di trattativa in extremis, è l’atto finale di un contenzioso che riguarda una morosità di circa 110mila euro. L’accordo per un pagamento immediato di 60mila euro, proposto dalla nuova gestione della SSD IALS a fronte di un nuovo contratto di affitto, non è stato accettato dalla proprietà.

E la direttrice artistica, Cristina Ramella, intervistata dal CorSera, ha espresso un misto di sconforto e incomprensione di fronte a questa chiusura. Spiega che i numeri dell’istituto sono inequivocabili: dal 2021 al 2024 il fatturato è passato da 169.000 a 724.000 euro, con un utile di 91.000 euro nell’ultimo bilancio. La nuova gestione aveva già saldato parte del debito iniziale e pagato regolarmente l’affitto mensile fino a quando la proprietà non ha deciso di rescindere il contratto.

La speranza in una partnership commerciale

Eppure, in questa situazione drammatica, c’è un barlume di speranza. La direttrice Ramella rivela un importante sviluppo: proprio in questi giorni, un’importante azienda si è fatta avanti per sponsorizzare lo IALS attraverso una partnership commerciale.

Questo accordo non solo offrirebbe un sostegno economico immediato, ma aprirebbe anche alla possibilità dell’ingresso nel capitale di tre nuovi soggetti: una società legata a Claudio Lotito, un’azienda di comunicazioni romana e una fondazione americana. L’annuncio della chiusura, diffuso sui social già ad agosto, aveva spezzato il cuore di centinaia di appassionati e professionisti, tra cui Rossella Brescia, che ha definito lo IALS “un punto di riferimento fondamentale”.

La sfida per il futuro

Il futuro dello IALS è ora appeso a un filo. Se non verrà trovata una soluzione in tempi brevi, la stagione rischia di saltare del tutto.  L’Istituto ha opzionato una nuova sede, ma l’allestimento richiederebbe tempo. La partnership commerciale sembra essere l’unica strada percorribile per garantire un futuro alla scuola, permettendole di continuare la sua missione di formare nuovi talenti e di mantenere viva la sua eredità nel mondo della danza e dello spettacolo. La comunità di artisti, ballerini e insegnanti spera che l’ultimo passo dello IALS non sia quello dell’addio, ma il primo verso un nuovo inizio.