Ostia, estate da dimenticare: -20% di presenze sul litorale romano

Tra stabilimenti chiusi, movida spenta e spiagge abbandonate, il “Mare di Roma” vive la peggiore stagione degli ultimi anni. Fratelli d’Italia propone di allungare l’offerta turistica oltre l’estate 

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Un tratto del lumgomare di Ostia

Quella del 2025 passerà alla storia come la stagione estiva più disastrosa per il litorale romano. Ostia e Castelporziano, da sempre punto di riferimento per i romani e non solo, hanno registrato un calo del 20% delle presenze rispetto al già difficile 2024. Negli hotel almeno il dieci per cento in meno di clienti, nei b&b fino a trenta.

Tra stabilimenti chiusi, movida spenta e spiagge abbandonate, il “Mare di Roma” vive la peggiore stagione degli ultimi anni. Fratelli d’Italia propone di allungare l’offerta turistica oltre l’estate

Un dato che pesa come un macigno su un’economia locale già fragile e che mette in evidenza una serie di criticità strutturali e gestionali che, ormai, non possono più essere ignorate.

Lungomare spento e desertificato dopo il tramonto

Ostia, estate da dimenticare: -20% di presenze sul litorale romano 1
Foto: Canaledieci.it

A raccontare il fallimento di questa stagione è un mosaico di voci del territorio, a partire da Valeria Strappini, presidente dell’Ascom Litorale Sud: “Il nostro mare non è più attrattivo. Nei weekend qualche ristorante ha lavorato, ma nei giorni feriali la domanda di servizi balneari è crollata. Molti commercianti storici hanno preferito chiudere e andare in ferie piuttosto che tenere aperto senza clientela“.

Il problema, secondo Strappini, è soprattutto nella percezione: Ostia e Castelporziano non vengono più viste come mete interessanti.Non c’è stata alcuna programmazione seria, nessun evento di richiamo, nessuna proposta che incentivasse le persone a rimanere fino a sera. Dopo le 19 il lungomare diventava un deserto“.

Stabilimenti chiusi, spiagge senza servizi

Ma le criticità non si limitano all’assenza di eventi. Uno dei nodi principali è stato l’impatto dei bandi ritardati e dei sequestri che hanno colpito numerosi stabilimenti. Circa 1,5 chilometri di costa sono rimasti fuori uso, lasciando i turisti nell’incertezza. Questo ha generato un effetto domino: chi voleva venire a Ostia o Castelporziano ha spesso preferito cambiare destinazione, puntando su località come Fregene, Torvaianica o Sabaudia, più organizzate e meglio promosse.

Sulle spiagge libere dei Cancelli, a Castelporziano, la situazione è stata ancora più grave: nessun chiosco o servizio fino a dopo Ferragosto, con l’apertura tardiva (20 agosto) di strutture essenziali che ha praticamente cancellato la stagione estiva per quella zona.

Destagionalizzazione: FdI pronta a collaborare

Nel pieno della crisi estiva, arriva una proposta di rilancio. Durante una recente seduta della Commissione Patrimonio in Campidoglio, Fratelli d’Italia ha ribadito la volontà di lavorare in modo costruttivo sulla destagionalizzazione delle attività balneari, permettendo così agli operatori di prolungare l’attività anche nei mesi invernali.

Sosteniamo convintamente la destagionalizzazione – ha dichiarato la consigliera capitolina Mariacristina Masicome opportunità per il rilancio economico e per garantire sicurezza e decoro sulle spiagge anche fuori stagione”. FdI ha inoltre chiesto un aggiornamento in tempi rapidi al sindaco Gualtieri, sottolineando l’importanza di una pianificazione chiara già a partire dal 1° maggio 2026.

La crisi che colpisce i giovani e l’indotto

Le conseguenze di questa débâcle si sono fatte sentire anche sul piano sociale. “Con gli stabilimenti chiusi – racconta Strappini – sono rimasti senza lavoro almeno 300 giovani. Parliamo di 300 famiglie che hanno perso una fonte di reddito stagionale fondamentale”.

Oltre al danno economico diretto, si aggiunge quello indiretto: meno lavoro, meno turismo, meno presenze significano anche maggiore vulnerabilità sul fronte della sicurezza. Un lungomare buio e deserto è terreno fertile per la microcriminalità e l’abbandono.

L’allarme degli operatori

Anche Edoardo Moscara, presidente di Sib-Confcommercio Lido di Roma e titolare del Lido Belsito, conferma il quadro: “Quest’anno Ostia si è spenta. Lavoravamo in pochi, e solo nei fine settimana. Alcuni stabilimenti hanno retto grazie agli abbonamenti, ma 11 strutture chiuse sono un colpo durissimo. La sera, poi, era il vuoto: locali sbarrati, nessuna movida. Dove prima c’erano 20-30 opzioni per i giovani, oggi non c’è più nulla“.

E il colpo di grazia è arrivato da Castelporziano: “Aprire i chioschi il 20 agosto è stato un fallimento annunciato. È come se lì l’estate non fosse mai iniziata”.

Un fallimento politico e istituzionale

La politica locale è finita sotto accusa. Il X Municipio, guidato da Mario Falconi, è stato commissariato. Roma Capitale ha istituito un “ufficio di scopo” per cercare di rimettere ordine nella gestione del litorale. Ma per molti è troppo poco e troppo tardi.

Le opposizioni sono compatte nel denunciare il disastro. Giuseppe Conforzi (FdI) parla apertamente di “fallimento della stagione balneare” e cita il caso emblematico della ruota panoramica promessa e mai realizzata, come simbolo di un’inconsistenza amministrativa. “Anche quest’anno – dice – nessuno spettacolo, nessuna iniziativa nemmeno a Ferragosto. La gente ha preferito andare altrove“.

A fargli eco, anche le critiche della Lega: Monica Picca e Alessandro Aguzzetti parlano di una situazione “vergognosa”, con spiagge prive di servizi, risse, aggressioni e accampamenti abusivi. “Il progetto Mare Sicuro non si è mai visto“, denunciano, sottolineando come perfino gli operatori del salvataggio siano stati aggrediti.

Andrea Bozzi (Azione) è più diretto:Questa è stata una stagione disgraziata. I bandi sono arrivati in ritardo, i sequestri non sono stati gestiti, gli eventi sono mancati. Da anni chiediamo un Dipartimento del Mare. Adesso, almeno, serve una svolta vera”.

In attesa di un vero rilancio

Il bilancio finale è impietoso: meno 20% di presenze e una percezione negativa sempre più radicata, nonostante il mare sia sempre più limpido.