Rivoluzionario intervento ortopedico a Roma, dove è stata impiantata la prima protesi all’anca realizzata in ceramica anziché nella tradizionale lega ottenuta dalla lavorazione di metalli.
Rivoluzionario intervento ortopedico a Roma dove un’équipe impianta la prima protesi d’anca in ceramica anziché in metallo
Per la prima volta, un paziente ha ricevuto una protesi di rivestimento in ceramica (ReCerf), grazie a una tecnologia innovativa e biocompatibile. L’operazione è stata condotta dal professore Alessandro Calistri, uno dei massimi esperti nel campo, nonché docente all’Università di Roma Sapienza.
Il paziente, un uomo romano di 47 anni, attendeva da tempo questa opportunità a causa di una grave allergia al nickel, che gli impediva di utilizzare le protesi in metallo tradizionali.
“L’intervento ha avuto uno svolgimento regolare“, ha spiegato il chirurgo sottolineando che il paziente sarà presto in grado di camminare.
Questa nuova tecnologia ha già ricevuto l’approvazione in Europa lo scorso mese di luglio e in Australia a partire dal novembre dello scorso anno. In questo arco di tempo oltre 1.600 pazienti nel mondo hanno beneficiato di questo impianto sin dal suo primo utilizzo sperimentale nel 2018.
Secondo il Prof. Calistri, la protesi in ceramica rappresenta un “punto di non ritorno” nel settore di riferimento.
“Siamo di fronte a una rivoluzione“, sottolinea, “la ceramica è più dura del ferro e non c’è più il pregiudizio che possa rompersi“.
La sua principale innovazione in campo ortopedico risiede nella capacità di essere biocompatibile e porosa, permettendo una perfetta integrazione con l’osso senza la necessità di un rivestimento in titanio, un fattore che riduce drasticamente i rischi di allergie e rigetti e permette un maggiore “risparmio” dell’osso del paziente.
Il nuovo sistema di rivestimento offre la possibilità di una maggiore personalizzazione, adattandosi perfettamente all’anatomia di chi lo riceve.
La protesi agisce sulla cartilagine, la parte colpita dall’artrosi, rivestendo l’osso dell’anca con uno strato di soli 3 mm, che lascia l’arto sottostante intatto. Questo rende la protesi in ceramica “la prima protesi biologica” per l’anca, con un passo avanti significativo rispetto ai materiali tradizionali.
Nonostante i vantaggi evidenti, al momento solo pochi centri specializzati in Italia e all’estero sono in grado di eseguire questo tipo di intervento, a causa della necessità di competenze e capacità tecniche più complesse. Per colmare questo divario, l’azienda produttrice avvierà a breve dei training specifici per i chirurghi.
Inoltre Roma sarà il fulcro di un importante evento internazionale, l’International Society for Technology in Arthroplasty (Ista 2025), che si terrà dal 17 al 21 settembre e che riunirà ingegneri e chirurghi ortopedici da tutto il mondo, e di cui il professore Calistri sarà co-presidente.
L’evento sarà un’occasione per discutere anche di questa grande novità. “Questo rivestimento in ceramica potrà cambiare la vita ai pazienti più giovani“, ha concluso Calistri, paragonando l’innovazione a “un treno che non si deve perdere“.


















