Un grave lutto rimanda il processo a Ciro Grillo, che oggi, mercoledì 3 settembre, attendeva la sentenza al Tribunale di Tempio Pausania, nel cuore della Gallura, in Sardegna. La tragica notizia della morte del ventiduenne, figlio del giudice Marco Contu, ha forzato un brusco rinvio. La vittima è stata travolta ieri da un convoglio della metropolitana di Roma, in un gesto che, secondo le prime indagini, sembrerebbe volontario.
Il processo a Ciro Grillo è stato interrotto per una tragedia personale: il figlio del giudice Contu è il giovane morto sotto un convoglio a Roma
L’annuncio è arrivato in aula, proprio quando si attendeva l’inizio dell’udienza.
La sentenza, che avrebbe dovuto porre fine a sei anni di attesa per l’accusa di violenza sessuale di gruppo, è stata rimandata a data da destinarsi.
La notizia ha sconvolto tutti i presenti, in particolare gli avvocati, che, in segno di rispetto per il dolore del giudice Contu, hanno rifiutato di procedere con le repliche finali.
Udienza rimandata
Il dibattimento è stato così aggiornato al 22 settembre. L’udienza si aprirà alle 10.30 per le controrepliche delle difese e poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio
La vicenda, che ha coinvolto Ciro Grillo, figlio di Beppe, e i suoi tre amici Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, accusati di aver violentato una studentessa, subisce un’ulteriore, inaspettata, battuta d’arresto.
Solo ieri il pubblico ministero aveva ribadito la richiesta di condanna a nove anni per tutti gli imputati, giudicando “inattendibili” le loro versioni dei fatti.
Oggi, invece, il processo si ferma, travolto da un’amara tragedia personale che ha toccato il cuore stesso della giustizia.
L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale di Vittorio Lauria, uno dei quattro imputati, ha espresso profondo cordoglio dopo la sospensione dell’udienza presso il Tribunale di Tempio Pausania. “Si tratta di una tragedia immane, non ci sono parole se non per esprimere la nostra vicinanza alla famiglia. Ogni altra considerazione passa in secondo piano”, ha dichiarato Vaccaro, lodando la sensibilità dimostrata dal Tribunale.
Il giudice a latere Marcella Pinna ha rivelato che la Presidente del Tribunale facente funzione, Caterina Interlandi, aveva inizialmente proposto di rinviare la sentenza a domani, una proposta considerata “impensabile” dagli avvocati. “Siamo uomini, prima di essere professionisti – ha sottolineato Vaccaro – Quale serenità può esserci in una camera di consiglio dopo una simile perdita? È una situazione inaccettabile che avvocati e pubblico ministero hanno rifiutato di assecondare.”


















