Chi era con Leila? La Procura di Roma indaga sulla morte di una giovane avvocata americana

Leila Yuki Khelil, 39 anni, trovata senza vita nel suo appartamento a Roma. Si procede per omicidio

Polizia Scientifica a Portuense - Fonte Foto NSP

Leila morta sul letto accanto a un ventilatore acceso da giorni. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio – prospetto che lascia la possibilità di indagare a 360 gradi – per capire come sia morta a metà luglio una giovane avvocata americana che si stava specializzando a Roma.

Leila Yuki Khelil, 39 anni, trovata senza vita nel suo appartamento a Roma. Si procede per omicidio

Cosa è accaduto davvero a Leila Yuki Khelil? Si chiedono gli inquirenti e soprattutto i familiari. E’ stata ritrovata in un appartamento di via Guattani a pochi passi da Villa Torlonia già in avanzato stato di decomposizione. A ritrovarla una delle giovani che condivideva con lei l’elegante appartamento.

Leila, 39 anni, si trovava in Italia per un master post-laurea in giurisprudenza. Condivideva l’appartamento con altri studenti e dottorandi internazionali, che dopo la tragedia hanno lasciato l’alloggio. A fare la scoperta del corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stata una coinquilina rientrata a Roma dopo un weekend fuori città.

Accanto al letto, gli inquirenti hanno trovato un ventilatore ancora acceso e la confezione aperta di un farmaco. Sul corpo erano visibili ecchimosi, che potrebbero tuttavia essere compatibili con la decomposizione. Nessun segno di violenza evidente. L’autopsia, eseguita all’istituto di medicina legale de La Sapienza, non ha chiarito le cause della morte, e ogni certezza è rimandata ai risultati degli esami tossicologici, attesi per fine settembre.

Famiglia in attesa e riti funebri bloccati

I genitori di Leila, il padre di origine tunisina e la madre giapponese, vivono in California. Scioccati dalla notizia, hanno organizzato una veglia funebre e chiedono il rimpatrio della salma. Ma senza il nulla osta della magistratura italiana, il corpo non può essere trasferito.

A rappresentare la famiglia è l’avvocato romano Francesco Zofrea, che in una nota ufficiale ha spiegato: “Siamo in possesso solo degli atti ostensibili, rilasciati su autorizzazione del Pubblico Ministero. Nonostante le nostre istanze e i solleciti, dal Commissariato competente non sono arrivate risposte. Per ottenere il nulla osta alla traslazione della salma, dobbiamo attendere l’esito degli accertamenti medico-legali”.

L’avvocato ha anche comunicato che sono stati trasmessi ulteriori elementi alle autorità, potenzialmente utili alle indagini, e che la difesa sta portando avanti indagini difensive autonome. La famiglia, intanto, attende risposte.