Muore di salmonella al Gemelli: indagini in corso per risalire alla fonte del contagio

Il 67enne, già affetto da gravi patologie cardiovascolari, è morto due giorni dopo il ricovero. Disposta l’autopsia. Ancora da chiarire dove abbia contratto l’infezione

Foto di repertorio .

Un 67enne romano è morto al policlinico Gemelli dopo aver contratto una grave infezione da salmonella. E’ arrivato in pronto soccorso in condizioni già critiche il giorno dopo Ferragosto e due giorni dopo i medici sono stati costretti ad arrendersi: il paziente non ce l’ha fatta. La procura di Roma ora ha aperto un fascicolo.

Il 67enne, già affetto da gravi patologie cardiovascolari, è morto due giorni dopo il ricovero. Disposta l’autopsia. Ancora da chiarire dove abbia contratto l’infezione

Il 67enne soffriva di importanti patologie cardiache che hanno compromesso l’efficacia della terapia antibiotica. La diagnosi di salmonellosi associata a setticemia è stata immediatamente comunicata alla ASL, come previsto nei casi di malattie infettive a notifica obbligatoria.

Il corpo, quindi, è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria e il pm di turno ha disposto l’autopsia per accertare con precisione le cause del decesso.

Le indagini: dove ha contratto la salmonella?

Al momento resta da chiarire dove il 67enne abbia contratto il batterio: se tra le mura domestiche, magari a causa di alimenti non conservati correttamente o contaminati, oppure fuori casa. In un primo momento era emersa l’ipotesi di una cena consumata fuori, ma i tempi di incubazione della salmonella – tra 6 e 72 ore – renderebbero meno plausibile questa pista, dato che l’infezione sarebbe comparsa diversi giorni dopo. Le indagini proseguono per fare luce sull’origine del contagio.

Salmonella: cos’è, come si contrae e chi rischia di più

La salmonella è uno dei principali agenti batterici responsabili di infezioni alimentari, soprattutto nei mesi estivi quando, con il caldo, aumenta la proliferazione batterica.

Il contagio avviene principalmente attraverso l’ingestione di alimenti contaminati – in particolare uova, carne, latte crudo o non pastorizzato – oppure tramite acqua non potabile. Anche il contatto con animali infetti o superfici contaminate può veicolare l’infezione.

I sintomi si manifestano solitamente tra 6 e 72 ore dall’esposizione e includono nausea, vomito, febbre, dolori addominali e diarrea. Nella maggior parte dei casi durano  fino a una settimana. Tuttavia, nei soggetti più fragili – come anziani, bambini o persone con patologie importanti – l’infezione può degenerare in forme gravi, come la setticemia, che può risultare letale.