Un’epoca d’oro e una sede storica della danza a Roma, si chiude nel silenzio delle istituzioni. Il celebre IALS, storico centro professionale per danzatori e punto di riferimento per intere generazioni di ballerini, abbasserà la serranda in via Cesare Fracassini 60, nel cuore del quartiere Flaminio. L’annuncio della chiusura, che molti temevano ma che speravano non arrivasse mai, ha scatenato un’ondata di amarezza e nostalgia tra artisti, professionisti e semplici appassionati del mondo della danza, che vedono svanire un luogo unico e insostituibile.
L’annuncio social della direzione del centro professionale danzatori: la gestione passata ad una nuova società, aveva tentato di salvare questa istituzione
Fondato su ideali di eccellenza e accessibilità, lo IALS non era solo una scuola di danza. Era un vero e proprio ecosistema creativo, un crocevia di talenti e un rifugio per chi viveva di e per la danza. Il suo fiore all’occhiello erano le cosiddette “lezioni sindacali,” un’iniziativa che lo rendeva unico nel suo genere.
Dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 12:30, lo IALS PRO offriva lezioni di danza classica a professionisti, permettendo loro di mantenersi in allenamento anche nei periodi di inattività.
Queste lezioni, promosse e sostenute dal Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentavano un baluardo contro le difficoltà del settore, una rete di supporto che garantiva continuità e dignità a chi, nonostante i sacrifici, lottava ogni giorno per la propria arte.
Un dolore già vissuto
Non è la prima volta che lo IALS rischia di chiudere. In passato, le difficoltà economiche avevano già minacciato il futuro del centro, ma la tenacia di chi credeva nel suo valore aveva scongiurato la fine.
Questa volta, però, la situazione sembra più grave e definitiva. “Di questi tempi non mi aspettavo nient’altro. Ciao amici dello IALS” – scrive un frequentatore storico, sintetizzando la rassegnazione di molti. La notizia confermata in quete ore lascia un vuoto incolmabile nel panorama della danza romana, eliminando un punto di riferimento dove grandi maestri hanno formato e ispirato migliaia di artisti.
Il via vai di ballerini che dalle prime luci del giorno e fino a tarda sera, animava via Fracassini potrebbe realmente diventare un ricordo, ma di certo, come spiega l’attuale gestione, questa situazione non è una novità.
La vicenda dello IALS dalla transizione al peso dei debiti
Dopo oltre 50 anni di attività, la cooperativa IALS aveva cessato le sue operazioni. Una decisione, come spiegato in un comunicato ufficiale, che è stata il risultato di un quadro complesso, in cui il mancato supporto pubblico ha avuto un peso determinante. Negli ultimi quattro anni, “sono stati tolti fondi già assegnati e poi negati nuovi per il prossimo triennio”, mettendo a dura prova la gestione finanziaria del centro.
La gestione delle attività, per questo, era stata affidata alla IALS SSD, che negli ultimi tre anni ha portato la base associativa a circa 1500 utenti, realizzando “importanti momenti didattici e culturali”. La nuova società si è fatta carico di una “pesante situazione debitoria” ereditata dalla gestione precedente e aggravata dai due anni difficilissimi della pandemia, durante i quali il centro ha dovuto sostenere i costi senza un adeguato flusso di entrate.
La trattativa con la proprietà e il futuro incerto
Per garantire la continuità dello storico centro, la IALS SSD ha quindi proposto alla proprietà dello stabile, in cui lo IALS ha sempre operato, di stipulare un nuovo contratto di locazione alle condizioni preesistenti, facendosi carico dell’intero debito della cooperativa.
Le trattative però, non hanno prodotto i risultati sperati, come spiegano: “Non essendoci ancora alcun tipo di intesa, al momento, non è possibile avviare un nuovo anno didattico. Lo IALS SSD al momento si è premurato di opzionare una nuova sede alternativa, che però al fine di mantenere gli attuali standard richiederebbe un tempo di allestimento maggiore. Siamo alquanto rammaricati dal dover fare questa comunicazione, speriamo di riuscire a comunicarvi nuove notizie al più presto, al fine di non perdere un luogo storico della danza italiana noto internazionalmente” – conclude la nota ufficiale, che è un duro colpo per la cultura della Capitale e non solo e per tutti i professionisti che lì hanno trovato da sempre, non solo un luogo di allenamento, ma una comunità e una seconda casa.
Resta l’interrogativo sul futuro di un’intera generazione di ballerini e sulla possibilità che un’iniziativa così preziosa e vitale possa essere recuperata altrove.

















