Dopo gli insulti di Pappalardo contro la Meloni al concerto di Passoscuro, località balneare situata nel comune di Fiumicino, è partita un’informativa dei carabinieri alla procura della Repubblica di Civitavecchia.
Gli insulti di Pappalardo contro la Meloni al concerto di Passoscuro finiscono sul tavolo del magistrato
I fatti risalgono alla sera di mercoledì scorso, 20 agosto, quando il cantante, originario di Copertino nelle Puglie, e noto al pubblico italiano per i suoi successi musicali anche sul palco del festival di Sanremo, prima di esibirsi, si è rivolto alla folla con pesanti esternazioni di natura politica ed espliciti gesti, toccandosi i genitali, tirando tra, l’altro, in ballo i legami della presidente del consiglio con il capo della Casa Bianca, Donald Trump.
La folla presente non ha apprezzato e ha reagito con una ondata di fischi tradendo anche le aspettative di chi era venuto al concerto per ascoltare musica, creando per giunta una spaccatura profonda tra l’artista e la platea.
Adriano Pappalardo, vista la malaparata, ha cercato di fare dietro front chiedendo scusa al pubblico, ma ormai la frittata era stata fatta ed è subito finita sui social media, dove sono piovuti commenti di sdegno per il comportamento del cantante 80enne giudicandolo inaccettabile e sgradevole.
“Ho detto una cosa tipo: ‘qua ci stanno togliendo tutto, anche la possibilità di fare il nostro lavoro, e questo grazie al governo di oggi, che continua a togliere, togliere, togliere’”, si è giustificato il cantante che poi ha aggiunto “ho chiarito che speravo che la Meloni non mi avesse sentito e, dopo la seconda canzone, ho chiesto scusa più volte”.

Un’intemperanza che avrebbe un retroscena di poco precedente all’esibizione.
Secondo Pappalardo tutto sarebbe nato dalla provocazione fattagli da un “energumeno” che, prima del concerto lo avrebbe avvicinato prendendolo per un braccio dicendogli “Qui siamo tutti compagni, tutti di sinistra, per questo ho pensato di assecondarlo e mi sono lasciato prendere la mano”. Una spiegazione che, tuttavia, non è apparsa sufficiente a mitigare la volgarità di un episodio fuori luogo.
Ma c’è anche chi, proprio per conto del comune di Fiumicino che ha finanziato l’iniziativa permettendo al pubblico di partecipare gratuitamente, e pur essendo dello stesso colore politico del capo del governo, ha gettato acqua sul fuoco come il vicesindaco Giovanna Onorati che ha affermato: “a parte le sue digressioni ai toni troppo coloriti delle quali si è scusato durante il concerto Pappalardo ha comunque dimostrato di essere un artista intramontabile della musica italiana”.
La parola passa ora alla Procura di Civitavecchia che dovrà valutare se il cantante abbia oltrepassato i limiti della libertà di espressione oppure abbia sconfinato in condotte censurabili anche dal punto di vista giudiziario.

















