Trastevere in rovina: il rione si arrende alla malamovida con la chiusura di attività storiche

Un grido d'allarme si leva dai social e dai comitati di quartiere: Trastevere, cuore pulsante della romanità, è ostaggio della malamovida e della violenza

Una foto degli anni '60 con l'attività costretta a chiudere, dalla pagina social Trastevere App

Un grido d’allarme si leva dai social e dai comitati di quartiere: Trastevere, cuore pulsante della romanità, è ostaggio della malamovida e della violenza. Attività storiche anche prestigiose, stanno chiudendo i battenti, mentre il degrado avanza, alimentato da un’offerta turistica di bassa qualità che snatura l’identità del rione.

Un grido d’allarme si leva dai social e dai comitati di quartiere: Trastevere, cuore pulsante della romanità, è ostaggio della malamovida e della violenza

E’ un post sui social, diventato in poco tempo virale, a riaccendere i riflettori su una situazione che si sta facendo sempre più grave a Trastevere. Il rione, simbolo della romanità, sta vivendo una vera e propria crisi di identità, ostaggio della malamovida che, notte dopo notte, trasforma le sue piazze e le sue strade in un Far West.

I residenti denunciano un cambio di passo preoccupante, fatto di violenza, risse e scippi, messi in atto da bande che agiscono indisturbate, e con la conseguenza più dolorosa di questa degenerazione, rappresentata dalla chiusura delle attività storiche, un tessuto commerciale che da sempre ha rappresentato l’anima del quartiere.

La storia che scompare, la ristorazione che avanza

L’esempio più eclatante di questa deriva, è stato denunciato in queste ore da Trestevere App, ed è la chiusura di un’importante enoteca, che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento in piazza Trilussa.

Quello che un tempo era un panificio, trasformato poi in un locale di eccellenza, ha dovuto arrendersi dopo 25 anni di attività, con una motivazione, semplice e drammatica al tempo stesso: la situazione è diventata insostenibile a causa delle risse e degli episodi di violenza.

Un’amara ironia della sorte, considerando che probabilmente il locale diventerà l’ennesimo “finto ristorante storico” dichiarano gli amministratori della pagina, gestito da chi sta acquistando l’intero quartiere senza alcun rispetto per la sua identità.

La denuncia dei residenti di Trastevere App. è chiara: il rione sta diventando un’unica catena di bed & breakfast e ristoranti dai nomi esotici, dove si serve cibo surgelato a prezzi esorbitanti, mentre il vero tessuto sociale fatto di artigiani e commercianti si disintegra.

Un grido di aiuto inascoltato

Simonetta Marcellini, del comitato Emergenza Trastevere, conferma a Tgcom24 che la situazione sta degenerando: “C’erano punti di eccellenza qui, questa attività chiusa ne è solo un esempio, ma ce n’erano molte altre – ha dichiarato -. A breve diremo che a Trastevere lo Stato non c’è, abbiamo provato a rivolgerci alle autorità ma senza risposte“.

Ma se da una parte c’è l’evidenza dei fatti sotto gli occhi di tutti i romani, dall’altra ci sono anche le denunce, che i residenti dicono di fare da un decennio inascoltati, parlano di episodi di violenza e anarchia che si verificano tutti i fine settimana. E’ il caso di un ristoratore, che mette la musica ad alto volume e poi, per scherzo, bagna le persone con un idrante.

Un situazione come ribadisce nell’intervento il Comitato, che non solo costata la chiusura di un’attività storica, ma che sta portando il rione a perdere la sua identità, con il timore che i pezzi di storia e le case dei residenti finiscano nelle mani di chi, sta distruggendo l’essenza di un quartiere unico al mondo.