Il virus del West Nile sta destando preoccupazione anche a Roma dopo la conferma del primo caso di contagio avvenuto nella Capitale di una donna di 77 anni, attualmente ricoverata presso l’Istituto Spallanzani.
Infezione da West Nile a Roma: le misure di prevenzione della sanità regionale per rafforzare la sicurezza sanitaria ASL
Secondo i primi riscontri la donna avrebbe contratto l’infezione nella zona dell’Infernetto, nell’entroterra del X Municipio. Un evento che ha spinto le autorità sanitarie a estendere le misure di prevenzione e contenimento già in atto in altre province del Lazio anche all’Azienda Sanitaria Locale Roma 3.
Il virus West Nile è un agente patogeno che si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. La zanzara più comune responsabile della trasmissione è la Culex pipiens, nota anche come zanzara comune. Il ciclo di infezione prevede che la zanzara si nutra del sangue di uccelli infetti e, successivamente, possa pungere l’essere umano o altri mammiferi, trasmettendo così il virus.
È importante sottolineare che il virus non si trasmette da persona a persona e la maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi, l’infezione può portare a sintomi più gravi, come febbre alta, forte mal di testa, rigidità del collo e, nelle forme più severe, a meningoencefalite.
Misure di prevenzione e contromisure a Roma
A seguito del caso accertato all’Infernetto, la Regione Lazio ha agito prontamente per rafforzare la sicurezza sanitaria. La decisione di estendere le misure di prevenzione all’Asl Roma 3 è stata presa in una riunione congiunta tra la Direzione regionale Salute, l’Istituto Spallanzani e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.
Le misure adottate includono un rafforzamento della disinfestazione delle zanzare, specialmente nelle aree a rischio, e una maggiore sorveglianza epidemiologica. Si raccomanda ai cittadini di adottare comportamenti responsabili per ridurre il rischio di punture di zanzare, come l’uso di repellenti, l’installazione di zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua, che sono i luoghi ideali per la riproduzione di questi insetti.
Il Campidoglio in una nota segnala che “Roma Capitale ha già avviato a marzo di quest’anno un piano ordinario di interventi per la prevenzione delle malattie trasmesse dagli insetti vettori, in particolare dalla zanzara tigre e dalla zanzara comune, un’attività programmata e che proseguirà fino a ottobre”.
Allerta West Nile nel Lazio: una situazione da monitorare
Il caso di Roma si inserisce in un contesto regionale in cui si sono già verificati decessi e contagi in altre province come Latina, Frosinone e Roma 6.
Per il virus West Nile si è registrato in queste ore anche il settimo decesso: si tratta di un uomo di 77 anni, morto all’Ospedale Isola Tiberina dopo un ricovero in terapia intensiva dal 26 luglio. Questo tragico evento aggrava ulteriormente il bilancio di un’epidemia che conta già quasi 100 infezioni accertate nel 2025. La maggior parte dei decessi ha colpito persone anziane o già affette da patologie croniche, confermando come la fragilità fisica sia un fattore di rischio cruciale per lo sviluppo di complicazioni neurologiche. Le province di Latina e Roma restano le più colpite.
Infezioni in aumento e misure di prevenzione
Il laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani ha confermato oltre 20 nuovi casi di positività al virus, portando il totale delle infezioni a 94. La maggior parte dei nuovi pazienti ha sviluppato sintomi febbrili, ma due hanno manifestato la sindrome neurologica, la forma più grave dell’infezione.
Oggi alla diffusione geografica dei contagi che si stava concentrando nella provincia di Latina, con casi a Cisterna, Sezze e Terracina, si è aggiunta la positività anche a Roma.


















