È scomparso all’età di 80 anni, Felice Giannotti, per tutti “il Divino”, un’autentica leggenda della spiaggia di Capocotta. Con la sua morte, la storica oasi naturista perde uno dei suoi personaggi più iconici, creatore e animatore di un’epoca di trasgressione e libertà.
Addio al “Divino” personaggio simbolo di Capocotta: l’attrazione del mitico “Buco” che ballava senza sosta sotto il sole
Si è spento lo scorso 2 giugno andandosene dopo mesi passati tra ospedali e strutture di riabilitazione, troppo solo, come racconta una cara amica, per essere stato un uomo così gioioso di di buon cuore.
Tanti i nomi che si è conquistato con il suo modo di fare solare ed esuberante, “Il Divino”, ma anche il “folletto” dall’energia e simpatia inesauribile: per anni quasi l’attrazione principale del mitico “Buco” sulla litoranea Ostia-Torvaianica.
La sua figura è indissolubilmente legata al chioscho “Il Divino”, dove danzava incessantemente, anche a mezzogiorno, al ritmo della disco music, diventando cos’ un “cubista ante-litteram” con una sorta di primato mantenuto per almeno un ventennio.
Un tempio del divertimento fuori dagli schemi e rispettoso della natura, con tante battaglie dei chioscari che tutti ricordano, tra le quali, quella per mettere i guardrail per evitare che le macchine scendessero e danneggiassero le Dune.
Chi era Felice Giannotti, il “Divino”
Felice Giannotti era si un personaggio eccentrico e carismatico, ma soprattutto lontano dagli stereotipi dell’esibizionista. Come raccontò lui stesso al CorSera, la sua passione per il ballo era legata a una incontenibile energia e anche al suo amore per lo sport.
Giannotti era un atleta instancabile: correva per tutta la litoranea, nuotava per chilometri e aveva persino partecipato alla maratona Roma-Ostia, arrivando 382° su circa 6mila iscritti.
La sua figura si mescolava con quella di altri personaggi leggendari di Capocotta, come il chioscaro Gaspare Vichi (detto er Zagaja). Era un uomo che viveva della sua libertà, dormendo “sotto le stelle e svegliandosi con le onde”, in un’esistenza che lui stesso definiva un “privilegio”.
Negli ultimi anni si era ritirato dal “palcoscenico” di Capocotta per vivere una vita più tranquilla, lavorando come bagnino a Ostia e continuando a ballare, questa volta al centro anziani.
Capocotta e i suoi frequentatori
Capocotta, la spiaggia più trasgressiva d’Italia, era il suo regno. Era un luogo dove le feste tra le dune e la musica a tutto volume creavano un’atmosfera unica, e dove persone famose e sconosciuti si mescolavano liberamente. Tra tanti, Bettino Craxi e Nicola Signorello, prima che diventasse sindaco di Roma, ma anche personaggi come Marco Pannella, Emma Bonino e Vittorio Sgarbi.

Il suo chiosco uno degli ultimi abusivi di Capocotta
Ma per tutti soprattutto “il Divino” era tra gli iniziatori del buco con i chioschi più gettonati di sempre, il suo chiosco “il Divino” nacque nel ’90 dopo un’esperienza come spiaggino nel 1985 “Ar Capanno” come ricorda Veronica Ciotoli:
“Eravamo 12 strutture e non c’era competizione. Lui fu uno degli ultimi ad aprire, ma iniziamdo a lavorare da mio suocero per poi aprire una sua realtà. Quello che posso dire è che era soprattutto una persona molto buona“.
Dodici strutture molto amate che vennero poi tutte demolite da parte del Comune di Roma per mettere su i cosiddetti chioschi regolari voluti da Rutelli nel ’94:
“Lui a quel punto mollò capendo che non era una cosa che faceva per lui, e decise di spostarsi prendendo l’ultimo chiosco del canale a Torvaianica, davanti a Campo Ascolano per creare una sorta di secondo ‘Divino’ durato solo qualche anno” – ricorda Veronica Ciotoli.
Il ricordo del Divino sui social
La sua figura era così radicata nel luogo che in tanti, alla notizia della sua scomparsa, hanno voluto dedicargli un pensiero. Un utente sui social lo ha ricordato con un dialogo simbolico: “Non guardare il sole, quello non esiste… il sole sei tu!”, a sottolineare il suo spirito libero e luminoso.
“La sua morte rappresenta la fine di un’epoca, di un mondo “anarchico e poetico” che ha segnato un’intera generazione” – tra i pensieri di chi lo conosceva bene.


















