Una morte con molte ombre a Focene: il racconto dei testimoni

Un bagnante è morto annegato a Focene: diversi aspetti della vicenda restano ancora da chiarire

Nel pomeriggio di domenica 3 agosto 2025, un uomo è stato trovato in difficoltà nelle acque della spiaggia libera con accesso da via del Pesce Luna, a Focene. Nonostante i tempestivi tentativi di soccorso da parte di alcuni bagnanti presenti, l’uomo è stato dichiarato morto poco dopo le 16.30. L’intera dinamica dell’episodio presenta ancora diversi punti oscuri e rimane sotto approfondimento, dalle cause della morte alla rapidità dei soccorsi, per capire come sia esattamente andata la vicenda.

La morte di un bagnante, annegato nelle acque di Focene, presenta diversi aspetti ancora da chiarire

Secondo le testimonianze raccolte, tra cui quella di Emiliano Reali, giornalista e scrittore residente a Ponte Galeria (Roma) e testimone diretto dei fatti di ieri, l’intervento dei soccorsi si è rivelato complesso. “Ieri il mare in zona era molto agitato e un gruppo di persone si è subito mobilitato”.

Un giovane siciliano, Manuel, si è lanciato in acqua per recuperare il corpo, seguito da altri due bagnanti che hanno aiutato a portarlo a riva,” racconta Reali.

“Dopo più di mezz’ora di massaggio cardiaco – sottolinea Emiliano Reali – praticato da quei coraggiosi presenti, è arrivata la Guardia Costiera, che però si è limitata a dare il cambio a chi stava facendo il massaggio, senza disporre né di defibrillatore né di attrezzature specifiche”.

“Le motovedette – precisa Reali – a causa del mare agitato, non sono riuscite ad avvicinarsi.”

I soccorsi medici del 118 sono giunti solo dopo circa quaranta minuti, eseguendo ulteriori tentativi di rianimazione con l’uso del defibrillatore, ma senza successo.

Successivamente è arrivato anche un elisoccorso e il medico legale, che verso le 19 ha disposto il trasporto della salma. Alcuni dettagli restano controversi: il corpo non è stato recuperato dalla Guardia Costiera ma da alcuni bagnanti, e la presenza o meno di strumenti adeguati sul posto è ancora al centro di chiarimenti.

Per quanto riguarda l’identità della vittima, emergono alcune informazioni non confermate ufficialmente: si tratterebbe di un uomo di circa 50 anni, di origine ucraina, presumibilmente residente nel quartiere romano di Casal Palocco.

Tuttavia, non sono stati resi noti ulteriori dati identificativi o conferme ufficiali sulla nazionalità.

Un altro aspetto che suscita perplessità riguarda la gestione ambientale post-incidente: il telo termico utilizzato per coprire il corpo, la borsa termica e i guanti monouso sono stati lasciati in spiaggia senza un corretto smaltimento, suscitando critiche sulla tutela dell’area.

La tragedia ha scosso la comunità locale, ma al momento non sono note eventuali cause precise che abbiano portato all’annegamento, né conferme su eventuali fattori esterni o condizioni di salute della vittima.

L’episodio mette in luce alcune criticità nell’organizzazione dei soccorsi in condizioni di mare mosso e pone interrogativi sulle dotazioni e prontezza degli interventi in spiagge libere come quella di Focene.

Le autorità competenti stanno ancora indagando per chiarire tutte le circostanze e accertare responsabilità o eventuali carenze.

La vicenda ricorda quanto sia importante la prevenzione e la preparazione in situazioni di emergenza, oltre a sottolineare il valore degli interventi immediati da parte di chi si trova sul posto, come dimostrato dalla pronta reazione di alcuni bagnanti.