Il servizio di Psiconcologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea si conferma come pilastro fondamentale nel percorso di cura dei pazienti. Con oltre 2mila prestazioni e 300 persone seguite ogni anno, l’ospedale offre un supporto essenziale per affrontare ansia, paura e i repentini cambiamenti legati alla malattia, integrando la cura clinica con l’assistenza emotiva.
Come funziona il percorso di sostegno ai pazienti oncologici. La psicologa: “Garantito primo appuntamento dopo 10 giorni dalla richiesta”
Come aiuto concreto e professionale per i malati di cancro e i loro familiari, il servizio di Psiconcologia presso l’AOU Sant’Andrea, è operativo già da 17 anni per offrire una risposta concreta alle esigenze emotive e relazionali dei pazienti oncologici.
La psiconcologia, infatti, si occupa di tutti quegli aspetti psicologici che inevitabilmente emergono con la diagnosi di cancro e durante le terapie, e in questo contesto, il servizio dell’ospedale ha consolidato la propria esperienza nel corso degli anni, fornendo mediamente duemila prestazioni annuali e seguendo circa 300 pazienti in un anno, con un’utenza prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 70 anni.
La psicologa e psicoterapeuta Chiara Maria Navarra, referente del servizio, spiega come il servizio garantisca un primo appuntamento entro dieci giorni dalla richiesta di consulenza, seguito da un ciclo di incontri personalizzati:
“A dieci giorni dalla richiesta di consulenza fissiamo il primo appuntamento, al quale segue un ciclo di 8 o 10 incontri in base alle esigenze del paziente, centrati sulla reazione alla malattia e al trattamento, con lo scopo principale di lenire la sofferenza emotiva della persona malata di cancro e dei suoi cari” – sottolinea la psicologa e psicoterapeuta e referente della Psiconcologia dell’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Andrea
L’aumento delle richieste da parte degli uomini
Un dato significativo, evidenziato dal team di specialisti, riguarda poi il crescente numero di uomini che richiedono attivamente un supporto psicologico.
Sebbene in passato fossero più restii, oggi sempre più pazienti di sesso maschile si rivolgono al servizio, a dimostrazione di una maggiore consapevolezza dell’importanza del benessere psicologico nella lotta contro la malattia.
La Dottoressa Navarra sottolinea che mentre i pazienti più maturi tendono a cercare aiuto autonomamente, i pazienti più giovani, che subiscono un impatto più forte dalla malattia, vengono spesso indirizzati al servizio direttamente dai medici curanti.
Questo approccio integrato, che coinvolge anche il personale medico, è fondamentale per una gestione olistica della cura. Diversi studi clinici confermano che la psiconcologia non solo migliora la qualità della vita dei pazienti, ma può anche influire positivamente sull’efficacia delle terapie, assistendo nella gestione dell’ansia, della paura e dei cambiamenti fisici e supportando le dinamiche familiari.
Servizi e punti di riferimento per pazienti e familiari
Per rendere il supporto ancora più accessibile, l’ospedale ha attivato una serie di servizi dedicati. Oltre agli appuntamenti ambulatoriali, è disponibile uno Sportello per malati oncologici situato al piano terra, accanto al Punto di Accoglienza.
Gestito in collaborazione con l’Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMaC), lo sportello vede la presenza di volontari in servizio civile che offrono assistenza pratica, informazioni utili sulla malattia, sui trattamenti e sui servizi disponibili.
L’incremento dei casi diagnosticati, anche tra i più giovani, ha reso il ruolo dello psiconcologo sempre più centrale, trasformandolo in un alleato prezioso nel percorso. Per questo il punto di riferimento è diventato un supporto essenziale per pazienti e familiari, che possono trovare risposte concrete e un ascolto empatico in un momento difficile:
“Lavoriamo a stretto contatto con tutti i reparti del nostro ospedale, intervenendo ad ogni richiesta. All’interno del nosocomio abbiamo messo a disposizione, al piano terra accanto al Punto di Accoglienza, anche lo Sportello per malati oncologici, in collaborazione con AIMaC, Associazione Italiana Malati di Cancro. I volontari in servizio civile, offrono assistenza pratica ai pazienti e ai loro familiari, informazioni sulla malattia, sui trattamenti e sui servizi disponibili. E’ inoltre attiva una linea telefonica per contattarci e richiedere appuntamenti ambulatoriali. L’incremento sia dei casi diagnosticati, soprattutto in fasce d’età più giovani, ha in qualche modo dato ancora più valore al lavoro che svolgiamo” – conclude Chiara Navarra.
Per avere maggiori informazioni o per richiedere una consulenza, è possibile contattare il servizio telefonicamente al numero 06.3377.6717, attivo dalle 8.30 alle 18.


















